UNA DONNA NEL MITO

frida-kahlo_nickolas-muray-photo-archivesFrida Kahlo, esempio di arte e vita fusi in una sola, incendiaria creazione. Dal 20 marzo alle Scuderie del Quirinale di Roma e in un documentario su Studio Universal (Sky)

Nei suoi ritratti raffigura molto spesso gli aspetti drammatici della sua vita, il maggiore dei quali è il grave incidente di cui rimane vittima nel 1925 mentre viaggia su un autobus e a causa del quale riporta la frattura del bacino. I postumi di quell’incidente (un palo le avrebbe perforato il bacino e a causa delle ferite sarebbe stata sottoposta nel corso degli anni a trentadue interventi chirurgici) condizioneranno la sua salute per tutta la vita, ma non la sua tensione morale. Stiamo parlando di Frida Kahlo, la pittrice messicana famosa per le sue opere (in occasione del sessantesimo anniversario della morte esposte alle Scuderie del Quirinale dal 20 marzo) e resa celebre anche per il film che le ha dedicato, nel 2002, la regista Julie Taymor, con una incredibile Salma Hayek nei panni dell’artista messicana.

Frida si dedica con passione alla pittura e nonostante il dolore fisico e psichico, continua ad essere la ragazza ribelle, anticonformista e vivacissima che era stata prima dell’incidente. Dimessa dall’ospedale viene costretta a mesi di riposo nel suo letto di casa con il busto ingessato. Questa circostanza la spinge a leggere tanti libri, molti dei quali sul movimento comunista, e a dipingere. Il suo primo soggetto è il suo piede che riesce ad intravedere tra le lenzuola. I genitori le regalano un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, in modo che possa vedersi e una scatola di colori (proprio qui Frida inizia la serie di autoritratti che conosceremo in seguito). Pian piano la Kahlo recupera la capacità di camminare, nonostante i forti dolori che sopporterà e che la accompagneranno per tutti gli anni a venire.

Porta i suoi dipinti a Diego Rivera, un noto pittore murale dell’epoca, per ricevere critiche e consigli. Lui è un uomo alto, grasso, imponente, va in giro con vecchi pantaloni, una camicia scialba, un vecchio cappello, ha un temperamento geniale, allegro, irruente; va famoso per essere un grande conquistatore di donne bellissime e un comunista appassionato. Rimane colpito dallo stile moderno della giovane artista tanto che l’avvicina alla sua ala e la introduce nella scena politica e culturale messicana. Frida diventa un’attivista del partito comunista e si innamora dell’uomo che diventa la sua “guida” professionale e di vita; nel 1929 lo sposa (per lui è il terzo matrimonio) pur sapendo dei continui tradimenti di cui sarebbe stata vittima, ma lo ripagherà allo stesso modo, anche con esperienze bisessuali.

L’attività artistica di Frida Kahlo verrà rivalutata soprattutto dopo la sua morte, in particolare in Europa, con l’allestimento di numerose mostre. La vita e le opere della Kahlo esercitano un grandissimo fascino artistico e un forte impatto emotivo: pensate che ben tre importanti esposizioni le sono dedicate nel 1938 a New York, nel 1939 a Parigi e nel 1953 a Città del Messico. L’anno successivo, il 13 luglio 1954, Frida muore nella sua città natale. La sua abitazione di Coyoacán, la “Casa Azzurra”, meta di migliaia e migliaia di visitatori, è rimasta intatta, così come volle Diego Rivera che la lasciò al Messico.

Ed ora, dal 20 marzo, possiamo ammirare nuovamente alcune fra le opere più significative della Kahlo nel cuore di Roma mentre, sempre dal 20 del mese, Diva Universal (Canale Sky 129) le dedica uno speciale documentario per la serie “Donne nel Mito”. Un mito-icona indiscussa della cultura messicana novecentesca, venerata anticipatrice del movimento femminista, seducente soggetto del cinema hollywoodiano. Il documentario costituirà una parte della sezione video della Mostra al Quirinale e l’appuntamento sul Canale è per giovedì 20 alle 20.50. 


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