Notte di terrore a Las Vegas

Notte di terrore a Las Vegas

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Orrore a Las Vegas al Route 91 Harvest Festival:

Un tranquillo concerto di musica country dove si era riversata una folla di ammiratori,dove ad assistere c’erano decine di migliaia di persone. si è trasformato in un tiro a segno sulla folla, ed è strage. almeno 59 morti e 527 feriti, tra cui anche poliziotti, il drammatico bilancio sale di ora in ora, come riferisce lo sceriffo, della sparatoria avvenuta nei pressi del Mandalay Bay Casino, uno dei primissimi alberghi che dà il via alla Strip, la celeberrima via dei Casino, sempre gremita di turisti. L’attentatore è Stephen Paddock, un americano di 64 anni, che ha sparato sulla folla dalle finestre del 32esimo piano del Mandala Bay Hotel, dove si era registrato giovedì scorso. E dove si è tolto la vita prima che la polizia lo arrestasse.

Uno dei testimoni.ha riferito,abbiamo sentito decine di colpi di armi automatiche che sembravano raffiche di mitra.
I colpi, sembrava che non finissero mai , sono stati sparati durante il Festival., mentre la gente si stendeva a terra. È accaduto domenica notte alle 22,30 ora locale, quando in Italia erano le 5,30 del mattino. La zona è stata subito circondata dalla polizia di Las Vegas, che ha chiuso parte della Strip, la strada del sogno americano, tra luci, colori e spettacoli continui e bloccato anche traffico aereo all’aeroporto McCarran della città del Nevada, che sorge poco distante dalla zona dei casinò.

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Il killer Paddock aveva con sè 42 armi da fuoco, tutte acquistate legalmente, due delle quali sistemate su treppiedi alla finestra.Gli inquirenti hanno accertato che Paddock accumulava armi dal 1982, solo l’anno scorso ne aveva acquistate 33, ne aveva manomesse 12 per sparare in automatico, cosa che ha fatto dalla sua stanza d’albergo sulla folla per 11 minuti. e si è tolto la vita prima dell’irruzione degli agenti nella stanza d’albergo da dove ha sparato. Nella sua automobile è stato trovato del nitrato di ammonio, un composto chimico utilizzato anche per produrre alcuni esplosivi. L’aggressore, nato il 9 aprile del 1953, viveva a Mesquite dal giugno 2016. In precedenza, dal 2011 al 2016, aveva vissuto a Reno, sempre in Nevada, mentre dal 2013 al 2015 a Melbourne in Florida.

Dalle indagini svolte dal portavoce del dipartimento di polizia di Mesquite non abbiamo molto su di lui» ha detto Quinn Averett, Nel database della polizia infatti non risulta alcun precedente, a parte alcune violazioni stradali minori e una causa intentata ad un casinò nel 2014. Mesquite, ha detto ancora il portavoce, è una tranquilla cittadina di 20mila abitanti, «una comunità di pensionati e golfisti», con tre casinò, e dove si registra in media un omicidio all’anno. Non aveva alcuna affiliazione politica o religiosa e «non c’era alcuna indicazione che potesse fare una cosa del genere».

Interrogato il Il fratello del killer: “Deve aver perso la testa”«Non abbiamo idea di come sia successo. È come se un asteroide si fosse abbattuto sulla nostra famiglia. Era uno normale. Qualcosa deve essere successo, deve aver perso la testa, siamo scioccati» ha detto ai media americani Eric Paddock, il fratello di Stephen Paddock, autore della strage di Las Vegas. I due non si sentivano spesso. Agli investigatori ha riferito di aver parlato per l’ultima volta con il fratello quando questo aveva chiesto come stesse la madre dopo il passaggio dell’uragano Irma.

La Polizia ha rintracciato anche la donna che viveva con l’assalitore. È Mary Lou Danley, 62 anni, una cittadina australiana di origini asiatiche, e ha riferito che «non è più ricercata come persona di interesse. Anche se aveva usato un suo documento per registrarsi non era con lui e non crediamo che sia coinvolta perchè era stata localizzata al di fuori del Paese questo ha reso noto in un comunicato la polizia.

Jason Aldean, la star della musica country che si stava esibendo ha scritto su Instagram

«Quello che è successo stanotte è più che orribile . Ancora non so cosa dire ma voglio che tutti sappiano che io e la mia band siamo al sicuro. I miei pensieri e le mie preghiere vanno a tutti quelli che sono rimasti coinvolti. Mi fa male al cuore che questo sia accaduto a qualcuno che era venuto a trascorrere quella avrebbe dovuto essere una serata di divertimento».

Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è arrivato a Las Vegas, insieme con la first lady Melania,per portare conforto a tutti i partecipanti del concerto e non solo , visitando alcuni degli oltre 500 feriti nella strage di domenica dando tutta la sua solidarietà al popolo Americano.


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