Stroncato da uno choc anafilattico dopo la puntura di un insetto

Stroncato da uno choc anafilattico dopo la puntura di un insetto

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10 Settembre 2017 RONCHI DEI LEGIONARI. Ad ucciderlo, a soli 42 anni, è stata una micidiale puntura di insetto. Molto probabilmente un calabrone. Una puntura alla quale è scaturito subito dopo uno shock anafilattico che, purtroppo, non gli ha dato scampo, nonostante le cure prestategli.

A perdere così incredibilmente la vita è stato, venerdì sera a Ronchi dei Legionari, Salvatore Ognibene, un ferroviere dipendente di Rfi di origini siciliane che, da molto tempo, abitava con la famiglia in via della Curbine, nel rione di Soleschiano, poco lontano dalla piazzetta del quartiere. L’uomo era indaffarato attorno alla sua motocicletta, parcheggiata sotto il porticato della sua casa, una bella ed elegante villetta in una zona della città molto verde, quindi habitat ideale per questo genere di insetti.

Aveva cenato da poco assieme ai suoi cari e stava facendo dei piccoli lavori di manutenzione alla sua amata moto, una delle sue grandi passioni, come spesso faceva durante il tempo libero. Ad un certo punto ha sentito una forte puntura a un piede. Un pizzico che lo ha lasciato attonito. Da quel momento si è consumato un vero e proprio dramma. È stata la moglie Annalisa, che si trovava in casa assieme a due figli ancora piccoli, un bambino e una bambina, a dare immediatamente l’allarme e ad allertare i soccorsi.

Erano circa le 21.30 quando si sono precipitati sul posto prima un’automedica e, successivamente, un’ambulanza del 118. I sanitari hanno lavorato a lungo, per oltre un’ora, attorno a Salvatore Ognibene, attuando la profilassi che viene usata in casi come questi.

Da un primo esame e dalla sintomatologia, a medico e infermieri soccorritori è apparso subito chiaro che ci si trovava di fronte ad un caso di anafilassi. Poi la puntura al piede e il gonfiore erano ben evidenti. Un caso, quello del quarantaduenne ronchese, di quelli che si manifestano nei modi più gravi e, spesso, letali.

Gli è stato somministrato molto ossigeno e anche una dose di adrenalina, assieme ad altri medicinali. In pochi attimi, così come hanno raccontato alcuni testimoni, il suo apparato respiratorio ha avuto pesanti ripercussioni, tanto da portarlo poi al decesso per arresto cardiaco. Inutili i tentativi di rianimarlo.

Uno spazio di tempo alla disperata ricerca di salvargli la vita, praticandogli anche un massaggio cardiaco che, però, non ha portato ai risultati sperati. Quindi la corsa a sirene spiegate verso l’ospedale di San Polo, dove, però, il ferroviere ronchese è giunto ormai privo di vita.

Sarà l’autopsia disposta dalle autorità competenti, ora, a stabilire le esatte cause del suo decesso, anche se tutto, viste come si sono svolte le cose, sembra riconducibile a quella puntura che lo ha colpito senza che lui se ne accorgesse.

Salvatore Ognibene poteva essere un soggetto predisposto, quindi allergico alle punture di insetti. Un rischio che nemmeno le frequenti visite mediche alle quali era stato sottoposto, una prassi consolidata per tutti i dipendenti delle ferrovie, è riuscito a far emergere.

Una morte davvero assurda che ha lasciato tutti attoniti, esterrefatti. Una morte arrivata in un lampo, che nessuno poteva prevedere.
Altri casi precedenti legati alla puntura di calabroni Killer

12 Luglio 2017 Un uomo di 36 anni, Rosario R., è morto nel pomeriggio per choc anafilattico dopo essere stato punto da un insetto nelle campagne di Colledimezzo, piccolo centro affacciato sul lago di Bomba, in provincia di Chieti. Si tratta della stessa zona in cui il giorno prima il 36enne, Rosario Romele, titolare di un B&B nella zona, intorno alle 17 era impegnato in un sopralluogo, insieme a un bracciante, su un terreno di proprietà che aveva intenzione di ripulire, quando improvvisamente ha lanciato un grido di dolore per la puntura e dopo pochi istanti si è accasciato al suolo, ormai senza vita. I sanitari del 118, intervenuti sul posto insieme ai carabinieri di Bomba (Chieti), non hanno potuto fare nulla. Il pm di Lanciano (Chieti) Rosaria Vecchi ha dato il nullaosta per la restituzione della salma ai familiari.
11 Agosto 2017 Punto da un calabrone,alcuni giorni prima muoreRoberto Frigeni di 53 anni dopo una triste e sofferente agonia

Era stato punto dall’insetto mentre con un amico stava sistemando un capanno per la caccia a Spino al Brembo
Si è spento all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo dopo due giorni di agonia Roberto Frigeni, 53 anni, appassionato di caccia. Nella mattinata di martedì 8 agosto l’uomo, residente a Bracca, intorno alle 8.30 era stato punto da un calabrone mentre, con un amico, stava sistemando proprio un capanno per la caccia a Spino al Brembo, frazione di Zogno, in vista della stagione autunnale.

Sembrava un incidente banale, ma nel giro di pochi minuti, invece, Frigeni ha perso i sensi a causa di uno shock anafilattico, provocato dal veleno dell’insetto che lo ha punto appena ha aperto la porta di quel capanno.

Vani i tentativi dell’amico di rianimarlo, così come quelli dei medici intervenuti sul posto. Ricoverato in terapia intensiva al Papa Giovanni, dove era arrivato in elisoccorso, giovedì pomeriggio è stato dichiarato morto.

 

Dipendente di una tipografia a Valtesse, originario di Arcene, Frigeni abitava a Bracca da diversi anni. Molto conosciuto in paese, lascia nel dolore una figlia ventenne, Elisabetta, e la moglie Silena Wanderley. La sua grande passione era la musica e la batteria in particolare: suonava negli “Shadow”, con i quali si era esibito per l’ultima volta il 29 luglio a una festa di Bracca.
21 Agosto 2017

Stessa sorte è toccata all’imprenditore Pino Bellia Punto da un insetto muore in casa

E’ accaduto nella sua abitazione a Montesilvano Colle dove il 61enne teatino risiedeva da tempo con la seconda moglie Natalia. Tutto è accaduto nel giro di pochi minuti. Fatale la reazione allergica

Punto da un insetto muore in casa l’imprenditore Pino Bellia

Una morte assurda, imprevedibile e fulminante quella che ha colpito Giuseppe Bellia, 61 anni, imprenditore di successo appartenente a una notissima e numerosa famiglia originaria di Chieti. A capo della Ecogomma, azienda che si occupa di smaltimento rifiuti, si era trasferito a Montesilvano e proprio a casa, dove risiedeva da tempo con la seconda moglie Natalia, è stato tramortito dalla puntura di un calabrone all’altezza del collo. Lo shock anafilattico è stato immediato e, nonostante i soccorsi, non c’è stato nulla da fare.

In passato Pino Bellia ha avuto anche incarichi istituzionali come consulente dell’allora sindaco Nicola Cucullo e suo cugino Walter è stato presidente della squadra di calcio a Chieti. La notizia si è diffusa rapidamente anche a Pescara e Montesilvano, dove l’uomo aveva tantissimi amici.

E cosi via una lista di tante altre vittime ignare di una maledetta fatalità .Quindi bisogna stare sempre vigili e accorti per non incorrere a pericoli che vengono anche dall’aria .

Cerchiamo di capire dalla tragica vicenda come fronteggiare la puntura di calabrone e l’eventuale reazione allergica. Ne parliamo con operatore della centrale operativa del 118.

 

Quali indicazioni all’utenza per capire se dopo una puntura di calabrone, oltre ai dolori, si possono presentare gravi problemi?

«Diciamo che se si rileva un gonfiore di pochi centimetri che sparisce nell’arco di poche ore si tratta di una reazione normale al veleno; se invece il gonfiore supera i 10 centimetri di diametro, come il palmo della mano, e dura per oltre 24 ore, è consigliabile rivolgersi a un allergologo. Importante è togliere il pungiglione nel più breve tempo possibile per ridurre la dose di veleno iniettata, aiutandosi con una punta smussa (anche l’unghia) con un movimento dal basso verso l’alto; non vanno usate pinzette; estratto il pungiglione, applicare ghiaccio».

Quali sono i fattori che aumentano l’aggressività di api, vespe e calabroni?

«Odori intesi (profumi), colori scuri dei vestiti, movimenti bruschi o rumori secchi quando ci ronzano intorno. I giorni ventosi ci mettono più facilmente a contatto con gli imenotteri perché vengono abbassati i loro “corridoi di volo”»

In caso di reazione anafilattica?

«Mantenete la calma e allertate immediatamente il 118».


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