Editoriale del 12 Marzo 2014 a cura di Carlo Orichuia

La Rai celebrando i 60 anni della nascita della televisione ha riproposto in vari spezzoni dei programmi di spettacolo la figura della soubrette che è stata protagonista e partner di primo piano vicino al conduttore di turno.
Come non ricordare le sorelle Kessler, Lola Falana, Raffaella Carrà, Loretta Goggi, Heather Parisi, Lorella Cuccarini, Pamela Prati, Alessia Marcuzzi, Michelle Hunzinker tra le più affermate e professionali.
In questi ultimi anni sia la Rai che Mediaset hanno interrotto questo processo virtuoso e le presenze femminili non sono emerse e non si sono affermate autonomamente: sono divenute gradevoli ma inutili presenze come si può vedere anche nel’ultimo varietà condotto su Raiuno da Enrico Brignano o nei programmi di Fabio Fazio e Carlo Conti.
Ugualmente le spalle comiche nello spettacolo televisivo sono molto poche e il conduttore o la conduttrice galleggiano solitari dilatando con fatica le presentazioni senza trasmettere emozioni o creare momenti diversivi.
Forse è necessario da parte degli autori e produttori televisivi ripensare l’impostazione degli show con l’inserimento di partner di livello vicino al conduttore e ricreare un gioco di squadra in cui tutti sono coprotagonisti e riempiono il piccolo schermo con situazioni innovative e gradevoli.
Non servono le quote femminili nello spettacolo ma servono la professionalità e la presenza artistica.
Pare che nel Paese soffi un’aria nuova di speranza e di cambiamento: speriamo che anche lo spettacolo sia coinvolto in questa nuova tendenza: seguiremo con attenzione le nuove proposte se ci saranno.
Carlo Orichuia


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