Alex Revelli Sorini: interprete unico di una nuova comunicazione

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Toscano, aretino Doc, rivoluzionario nell’immagine, Alex Revelli Sorini, in questi anni, ha saputo dare alla comunicazione nuovi ritmi e nuove idee che hanno conquistato gli italiani e …. la loro “gola”. Lo abbiamo incontrato al termine di una registrazione di un programma Rai.

Alex, una vita dedicata alla televisione… cosa significa oggi fare comunicazione?

“La risposta è al condizionale, non ho certezze. Penso che oggi per comunicare si debba prima di tutto offrire dei contenuti di qualità proposti con semplicità per diventare emozioni. Quest’ ultimo ingrediente è indispensabile, sopratutto nel mezzo televisivo. Il sapere enciclopedico in quanto Logos lo trovi con un clik del telefonino, il come lo si comunica (Ethos) e il Pathos che genera nel chi ascolta sono essenziali.”

La televisione al servizio degli utenti; Lei insieme a Susanna Cutini è stato un precursore in questo senso. La Sua crescita professionale ha camminato di pari passo con tutta una serie di nuove iniziative editoriali.

“Mi ha sempre stimolato il concetto di offrire un contenuto che mi divertisse, per me, per  il mondo agricolo e la cucina. Questi temi, diventati nel frattempo di grande interesse, ho cercato di “spalmarli” nei diversi media. Alla radio con una rubrica su RadioRai notte, alla tv sui vari canali Rai, nel mondo del web. Proprio nel web, con l’inizio degli anni 2000, assieme ad alcuni colleghi, ho creato una rivista multimediale (articoli, foto, video, ricette) taccuinistorici.it tutta dedicata al cibo visto sotto l’aspetto della storia, della tradizione e del gusto. Questo strumento, che negli ultimi 6 anni è stato utilizzato da oltre 12 milioni di visitatori diversi (dati google) è diventato il contenitore dal quale ho estratto 14 pubblicazioni editate in italia dalla ali&no editrice. Dal 2010 come rivista siamo pure diventati molto attivi sui social da Facebook ad Instagram con 15 mila followers settimanali”.

Alimentazione, territorio, storia delle nostre origini: il filo conduttore si chiama benessere dell’individuo. Condivide?

“Come anticipato i temi legati al cibo analizzato dal campo alla tavola sono diventati argomenti popolari proprio per l’interesse che ciascuno di noi ha per il benessere fisico. Nella storia l’uomo si è sempre alimentato con la finalità di stare bene, e solamente negli anni dal boom economico fino agli ’80 si era persa questa attenzione. Problematiche come cardiopatie, colesterolo, diabete hanno riportato al centro la consapevolezza del “siamo ciò che mangiamo”. Inoltre la globalizzazione ha creato delle controspinte sul recupero del local: territorio, salubrità, tradizione, ecc. Oggi ciascuno di noi è spesso consumatore “schizzofrenico”: si compra un gelato industriale (icecream) e si ricerca un fine settimana nell’agriturismo biologico”.

Nel 2000 grazie ad una Sua grande intuizione è nata l’accademia italiana gastronomica; dopo quindici anni di attività può fare un bilancio?

“L’accademia italiana gastronomia storica è un’associazione no profit fondata negli anni 2000 assieme a colleghi docenti universitari di storia, alimentazione, comunicazione e nutrizione con la finalità di condividere e mettere in rete i diversi saperi. Abbiamo insomma fatto sistema con un approccio multidisciplinare; oggi sono oltre 3000 gli associati (tutto gratuito) con “ambasciate” sparse nelle regioni italiane e in alcuni dei più importanti paesi del mondo (dal Giappone all’Usa) che hanno il compito di promuovere i nostri valori basati sul promuovere la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche italiane, identificate come strumento di sviluppo culturale, economico e turistico. Media di divulgazione diretta dell’accademia è taccuinistorici.it (come vede c’è sinergia progettuale) che mette a disposizione free online 7000 diversi articoli, scritti e firmati da esperti “qualificati”.

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Alex, quali sono i Suoi progetti futuri?

“A parte la produzione e conduzione di un nuovo programma televisivo dedicato al truck food gourmet (cibo di strada proposto da chef celebity), assieme ad altri colleghi dell’Università San Raffaele abbiamo creato un nuovo piano di studi dedicato alla materia della “gastrosofia” (approccio multidisciplinare al cibo) per il corso di Laurea in scienze gastronomiche della facoltà di Agraria. Questa materia che in Italia non viene insegnata in nessun altro Ateneo, è stata da noi riaggiornata ed innovata per entrare a regime nelle sessioni d’esame del 2016. Spero, anzi ho quasi la certezza dall’interesse sollevato nei vari addetti, che la gastrosofia offrirà nuovi orizzonti all’approccio consapevole e al cibo quotidiano”.


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