TUTTO PRONTO PER IL PADOVA JAZZ FESTIVAL

Un’edizione ‘trasgressiva’ la diciottesima del Padova Jazz Festival, in scena dal 9 al 15 novembre con un programma che ospita anche big della più consolidata tradizione jazzistica (come Kurt Elling), ma che punta forte soprattutto su una serie di artisti di graffiante e carismatica originalità, dai Bad Plus al Groove Lab di Ameen Saleem.

EF70Il Teatro Verdi, che ospiterà le tre serate finali del festival, sarà il luogo privilegiato per queste escursioni stilistiche. Ma una grande ricchezza di spunti sonori verrà anche dall’Hotel Plaza, che per tutta la settimana del festival si trasformerà in un jazz club per il quale transiteranno artisti legati soprattutto alla scena mainstream (con due concerti quotidiani, uno nel tardo pomeriggio e uno serale).

Anche quest’anno Padova Jazz dimostra inoltre grande attenzione per varie manifestazioni artistiche ispirate dalla musica afroamericana: dalle presentazioni editoriali alle mostre fotografiche.

Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.

I momenti salienti di Padova Jazz 2015 si concentreranno al Teatro Verdi nelle tre serate finali del festival. Apertura di sipario in grande stile giovedì 12 novembre sul quintetto del cantante Kurt Elling. Una voce dalle dinamiche incontenibili, i fraseggi ritmici mozzafiato, lo scavo interpretativo sconvolgente: Elling è semplicemente e meritatamente il vocalist maschile più celebre apparso sulla scena jazz internazionale negli ultimi due decenni. A Padova proporrà il suo nuovo progetto “Passion World”: canzoni raccolte in giro per il globo, da Cuba all’Islanda, dalla Scozia alla Francia, tutte accomunate dall’intensità emotiva dei testi.

The Bad Plus (3)Venerdì 13 al Verdi arriverà un gruppo che ha frantumato il muro divisorio tra jazz e musica rock e pop contemporanea, tornate a essere, come alle origini della musica afroamericana, una miniera da cui estrarre temi perfetti per improvvisarci sopra. Sono i Bad Plus, e sui loro virtuali leggii scorrono le musiche dei Nirvana, i Queen, i Black Sabbath, David Bowie… senza soluzione di continuità con Ornette Coleman e gli standard jazz. Ma quel che ne esce è semplicemente la musica dei Bad Plus, che suona come jazz d’avanguardia, sfuggendo però alle più comuni classificazioni, a partire dalla sua immediatezza d’ascolto e il forte e coinvolgente impatto ritmico.

Il Groove Lab del bassista afroamericano Ameen Saleem sarà una sorpresa per il pubblico italiano. Sabato 14 questo sestetto salirà sul palcoscenico del Verdi con la sua fusione di stili nell’orbita della black music. Shakerando neo-soul, jazz, funky, la band sembra fare surf tra le potenti onde del suo groove. Saleem rivela appieno la molteplicità dei suoi interessi, ben la di là del jazz mainstream del quale rimane pur sempre uno dei massimi bassisti: da anni è il pilastro ritmico del quintetto e della big band di Roy Hargrove, che è stato anche special guest sul disco d’esordio del Groove Lab.

Anche quest’anno l’Hotel Plaza Padova si trasformerà nel jazz club ufficiale del festival, con due concerti ogni giorno: uno gratuito pomeridiano e uno serale con ingresso a pagamento (comprensivo di aperitivo e buffet, con ingresso già dalle 19:45). La programmazione sarà di respiro internazionale anche in questa sede del festival, a partire dal quartetto di uno dei più vigorosi sassofonisti afroamericani saliti alla ribalta negli ultimi anni: Wayne Escoffery (lunedì 9 novembre). Dalla Francia (Nancy) arriverà invece il trio del contrabbassista Gautier Laurent, in scena martedì 10. Con la sua voce suadente, la statunitense Ty Le Blanc guiderà un trio carico di soul e sferzante di energia jazzistica (giovedì 12). Le restanti tre giornate al Plaza (mercoledì 11, venerdì 13 e sabato 14) avranno un unico protagonista: il trio del pianista Spike Wilner, con Tyler Mitchell ed Anthony Pinciotti, più un ospite sempre diverso che si aggiungerà in ognuno dei set serali. Si rinsalda così il legame che da anni esiste tra il festival padovano e uno dei più noti jazz club al mondo, del quale Wilner è gestore: lo Smalls Jazz Club di New York, ‘luogo sacro’ dei fermenti musicali hard e post-boppistici.

Kurt Elling 6Tra le novità introdotte dall’edizione 2015 di Padova Jazz ci saranno tre serate nel Ridotto del Teatro Verdi con i trii di alcuni nomi di spicco del jazz italiano: Francesco BearzattiMauro Ottolini e Bebo Ferra.

In aggiunta, ci saranno poi i numerosi appuntamenti della sezione Jazz@bar: concerti in vari locali, ristoranti e bar padovani, che creeranno un piccolo festival nel festival.

Padova Jazz 2015 offre esperienze jazzistiche anche fuori dai palcoscenici del teatro e dei club, come nel caso della performance “Paesaggio Sonoro” degli artisti visivi Anna Piratti Paolo Valentini (al Plaza il 14 novembre).

L’Hotel Plaza ospiterà due presentazioni editoriali: “Storie di jazz”, a cura del suo autore Enrico Bettinello (il 12), e “Gli standard del jazz, una guida al repertorio” di Ted Gioia, a cura del suo traduttore Francesco Martinelli (il 13).

Sempre al Plaza si terrà la prima delle due mostre fotografiche ospitate da Padova Jazz: NULL, con gli scatti di Lorenzo Scaldaferro (aperta dal 10 ottobre sino a tutta la durata del festival). “AM JAZZ – Three Generations Under The Lens. The Photograpy of Adriana Mateo” è invece l’esposizione che sarà ospitata dalle Scuderie Palazzo Moroni, anche questa visitabile dal 10 ottobre sino a tutta la durata della kermesse jazzistica.

web: www.padovajazz.com


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