L’ AUTUNNO DEI TALK SHOW

Siamo alla fine della stagione televisiva prima della grande indigestione estiva di qualsiasi replica d’annata che riempirà gli spazi delle vacanze ed è giusto fare un bilancio dei vari programmi di informazione televisiva che hanno dilagato sulle principali Reti dall’ottobre 2014.

Talk-ShowLa prima notazione è che le Reti Rai sono ricorse soprattutto a giornalisti provenienti dalla carta stampata non attingendo alle professionalità interne il che denota o la scarsezza del vivaio interno o il corteggiamento amico del mondo editoriale.
Un dato è comune: l’offerta debordante dei talk show di informazione ha ridotto l’audience media di ascolto provocando una disaffezione del pubblico.
Lo scontro tra il Ballarò condotto da Massimo Giannini e Dimartedì di Giovanni Floris si è concluso senza vincitori e vinti, ma l’audience di Raitre è scesa e Massimo Giannini ha faticato e fatica ad entrare nella conduzione televisiva ed così anche alcuni dei suoi collaboratori in video. Entrambe le trasmissioni presentano i “soliti” ospiti che non apportano grande vivacità e novità ai programmi.
Virus su Raidue con Maurizio Porro ha riempito uno spazio inedito per quella Rete con risultati alterni: anche per Maurizio Porro vale il discorso per Massimo Giannini: sta imparando ma quante pause e ritmo alterno.
Su Rete 4 Quinta Colonna di Paolo Del Debbio ha superato gli esami grazie ad una conduzione spigliata ed il rodaggio si è concluso felicemente con spunti interessanti.
Piazza Pulita di Corrado Formigli su La 7 soffre sia la collocazione che un’impostazione un pò datata nonostante la professionalità del conduttore e la platea del pubblico è estranea al programma.
Sempre su La 7 La Gabbia di Pierluigi Paragone è diventato un serraglio rumoroso ed il conduttore nonostante sia un buon musicista non riesce a raccordare l’orchestra e spesso le dissonanze sono troppo fragorose.
Le Invasioni Barbariche di Daria Bignardi su La 7 si sono fermate e, dati gli ascolti, difficilmente riprenderanno vigore, il che non è un male ma un invito alla riflessione ed alla riformulazione di un nuovo programma.
Annozero di Michele Santoro su La 7 è arrivato al capolinea e lo stesso conduttore ha avvertito per primo la stanchezza della formula ed anche i comprimari da Marco Travaglio a Giulia Innocenzi hanno risentito di questo andamento: è tempo di cambiare.
I due approfondimenti di terza serata soffrono la stessa crisi:  su Rai 1 Porta a Porta di Bruno Vespa fatica a coprire gli spazi assegnati dalla Rete e si è cristallizzato nel tempo.
Matrix di Luca Telese su La 7 fa un programma più riflessivo ma la troppa offerta ha danneggiato gli ascolti anche di questo programma storico dell’emittente.
In questa stagione si sono stabilizzati su La 7 Otto e mezzo di LIlli Gruber ed Omnibus ed Agorà su Rai Tre con ascolti soddisfacenti.
Un caso a parte è l’Arena di Massimo Giletti su Raiuno che ha raggiunto altissimi gradimenti di pubblico prendendo di petto i fatti più eclatanti della settimana supportato da bravi giornalisti d’inchiesta.
Ugualmente su Rai Tre sia Report di Milena Gabanelli che Presa Diretta di Riccardo Iacona confermano la qualità del prodotto e le squadre dei redattori sono di grande livello con inchieste meditate e ricche di documentazione.
Per ultimo una citazione per Che tempo che fa di Fabio Fazio su Rai Tre che da talk show è diventato un light show sempre realizzato con molta raffinatezza ma leggermente ingrigito.
La nuova stagione promette grandi cambiamenti nei vertici della Rai ed un rinnovato agonismo in Mediaset che si è aggiudicata quasi tutto il calcio: l’estate porterà nuove strategie e rivolgimenti di palinsesti e protagonisti?
Speriamo di sì e che con l’autunno oltre a cadere le foglie possano cambiare o perire alcune offerte.
di Carlo Orichuia

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