Auto Sport: Peugeot, “la storia” dell’automobile

E’ il 1810 quando la famiglia Peugeot decide di convertire il mulino di famiglia in un’acciaieria. Sono gli anni della rivoluzione industriale; la storia della famiglia Peugeot negli anni evolverà rapidamente: dalla tessitura alla metallurgia, agli utensili da lavoro, ai macina pepe e ai macina caffè fino alla moda (le dame parigine nel 1850 si entusiasmano per la crinolina, le strutture che sostenevano le gonne). Ma è il 1885 l’anno della svolta nella mobilità, la famiglia Peugeot decide di avviare la produzione di biciclette.

Carlo Leoni, Responsabile Comunicazione Peugeot, con passione e amore per la storia dell’auto rivive con noi  i primi passi della casa del Leone.

Il successo delle biciclette non sarà un punto di arrivo, ma l’invito a proseguire oltre. In un’epoca in cui i progressi della motorizzazione sono evidenti, l’idea di posizionare un motore su una bicicletta è una logica conseguenza. Per ragioni tecniche bisogna superare le difficoltà di posizionare la meccanica, la bicicletta dovrà avere almeno tre o quattro ruote…1890, nasce la Peugeot Tipo 2 la prima vettura a marchio Peugeot.

L’evoluzione del modello, La Peugeot Tipo 3, sarà la prima vettura a circolare in Italia.

Siamo ai giorni nostri… iniziano i grandi successi sportivi

“La lunga storia di Peugeot, ricorda Carlo Leoni, si lega a doppio filo con le competizioni sportive, fino dagli albori. E’ del 1895 la prima vittoria del Leone nella Parigi-Bordeaux-Parigi, per poi passare agli anni venti con i successi ad Indianapolis e le vittorie nella Targa Florio del 1925. Fino ai tempi più recenti, nella metà degli anni settanta la Peugeot 504 viene ribattezzata Regina d’Africa grazie ai successi nel Rally Safari, in Marocco ed i Costa d’Avorio. Nasce l’epopea della mitica 205, quando a fine degli anni ’80 domina prima i mondiali rally e poi la Dakar (competizione che il Leone si aggiudicherà ben quattro volte). Poi la pista con i successi alla 24 Ore di Le Mans negli anni novanta e nel 2009 e di nuovo nei rally con i campionati mondiali vinti dalla 206 WRC e – nei giorni nostri- con i successi nazionali ed internazionali della 207 S2000 e della 208 T16”

La partecipazione nei Rally di Peugeot si intreccia con quella della Dakar e nemmeno a farlo apposta parliamo ancora di successi..

“Il mito Dakar –afferma Leoni – è un mito che si è costruito intorno anche alla vittorie Peugeot che hanno contribuito all’epopea di questa mitica gara. Il deserto e le sfide della Dakar sono nell’immaginario di tutti noi, quando si pensa ad una gara estrema, difficile, logorante non si può pensare al rally raid più famoso al mondo. Fine anni ’80, quando i regolamenti rally stavano cambiando, non consentendo più alle 205 T16 gruppo B di correre, Jean Todt – allora direttore sportivo del Leone – decise di modificare le macchine e di adattarle ai percorsi della Dakar…scelta strategica e vincente…1987-1988-1989-1990…quattro anni di successi, prima con la 205 T16 e poi con la 405 T16. Dakar che proprio ai giorni nostri è diventata una nuova sfida per il Leone. Una volta commercializzato 2008, crossover di successo…si è deciso di metterlo sul banco di prova nella gara più selettiva al mondo. Nasce così 2008 DKR che ha appena lanciato la sfida…un progetto di tre anni che ha visto il debutto nell’edizione appena conclusa e che punta alla vittoria nell’edizione 2016”

E’ evidente che il DNA Peugeot sia un DNA sportivo, dinamico e vincente. Proprio per questo i rally rappresentano il contesto ideale per mettere a frutto la tecnologia che poi verrà introdotta sulle auto di serie, oltre a dare la possibilità di comunicare al grande pubblico i propri valori grazie ad una delle discipline motoristiche più spettacolari.

foto Carlo LeoniDott. Leoni ci viene allora da chiederLe se  tutta la tecnologia sperimentata in corsa viene poi riportata sulla produzione di serie.

Come detto –replica il responsabile della Comunciazione Peugeot-  la competizione rappresenta l’avanguardia per lo studio di determinate tecnologie. Non si può parlare di un travaso diretto dal mondo della corse a quello della serie (nelle corse si cerca il risultato prestazionale puro, spesso estremo,  in un tempo di utilizzo molto limitato mentre nella serie l’affidabilità nel lungo periodo – negli anni – ed il contenimento dei costi è uno dei cardini dell’industrializzazione dei prodotti per i clienti. Diciamo che la competizione è uno strumento fondamentale per stressare i componenti meccanici, componenti che opportunatamente modificati possono essere a bordo delle vetture che poi guidiamo tutti i giorni.

Peugeot attualmente ha la gamma più giovane del mercato, avendo rinnovato completamente  tutti i propri modelli nell’arco dell’ultimo triennio. Ed è un impegno che non si ferma con l’obiettivo di andare a sviluppare ancora maggiormente il brand.  Proprio in questi giorni stiamo lanciando la 308 GT, una versione che amplia l’offerta 308, con allestimenti e motori da vera gran turismo. Al salone di Ginevra di inizio marzo ci sarà l’anteprima mondiale della nuova 208. Sempre nei prossimi mesi verrò lanciato il nuovo multispazio Partner, sia nella versione trasporto persone sia trasporto merci. Infine dopo l’estate un tocco ancora più grintoso nei listini 308, con l’arrivo della 308 GTi, una sportiva di razza che nascerà proprio dal “savoir faire” dei tecnici di Peugeot Sport”

Ma la prestigiosa storia di questa casa automobilistica annovera anche un capitolo importante: l’impegno nel sociale.

“Le ragioni del nostro impegno nel sociale sono molteplici. Prima di tutto, la partecipazione umana: la nostra azienda non è un’entità astratta, ma è fatta di uomini e donne, che vivono i normali problemi di tutti i giorni. Poi perché l’impegno sociale è parte integrante della storia di Peugeot, ancora prima di fare automobili. Nella prima metà dell’Ottocento, quindi in piena rivoluzione industriale, con tutte le diseguaglianze e lo sfruttamento sociale di quel periodo, Peugeot fonda per i suoi dipendenti una Società di mutuo soccorso che permette agli operai Peugeot di beneficiare di aiuti sociali fino ad allora (ma anche dopo) impensabili: cassa malattia, contributi per invalidità o decesso, pensioni e rendite a favore di vedove o di donne con bambini troppo piccoli per lavorare.

Un altro esempio: nel 1871, in Peugeot, l’orario di lavoro viene ridotto da 12 a 10 ore giornaliere, con oltre 30 anni d’anticipo su quanto farà lo stato francese. Più recentemente l’impegno a favore dell’ambiente.

Un esempio dell’attività volontaristica di Peugeot: alla metà degli anni 90, quindi in tempi non sospetti, Peugeot ha creato un cosiddetto “Pozzo di carbonio” che consiste nel rimboscamento di una zona devastata dell’Amazzonia, che durerà almeno altri 20 anni, per contribuire alla riduzione del fenomeno del buco dell’ozono.

Si tratta di un’operazione che coinvolge direttamente la popolazione locale, che per la prima volta può contare su un lavoro continuativo retribuito che le consente di migliorare la qualità della vita. Un po’ quello che successe agli operai Peugeot dell’Ottocento.

Infine, le partnership di questi ultimi anni con realtà in prima linea in materia oncologica. La prima con la LILT, Lega italiana per la lotta contro i tumori, con la quale condividiamo le grandi campagne nazionali oltre che borse di studio sulla ricerca dei tumori polmonari. La seconda a seconda con la Fondazione ANT Italia ONLUS, per il progetto Bimbi in ANT, che garantisce assistenza medica domiciliare gratuita ai piccoli malati oncologici”

di Andrea Barbieri


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