Miss pois, si racconta Laura Panichi

 

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Pitti bimbo è il prossimo obiettivo. Laura Panichi, General Manager di Miss pois si racconta dalle origini.

“L’idea di fare qualcosa di mio la accarezzo da quando ho memoria di me.  La mia avventura nel mondo della moda inizia nel 2000. Partendo da Prada come commessa, nel giro di un anno sono vice-direttrice per Celine e Loewe al mall di Leggio- Reggello. Entrare a far parte di un gruppo come LVMH mi ha permesso di capire molto di un mondo, per me, fino a quel momento, molto lontano… lavorare su report di vendita, carichi d magazzino, gestione prodotti in stock, allestimento di negozio, visitare le case madri (Loewe a Madrid)  … un mondo tutto da scoprire…. Poi  è arrivato il lavoro nello showroom da Ferragamo, dove sono rimasta per tre campagne vendita. Mi occupavo di vendere abbigliamento uomo a tutto il mondo tranne che all’Italia.

Curioso, no?

Si, al piano dove lavoravo io c’erano gli uffici dell’AD di Ferruccio e degli altri dirigenti. All’interno dello “showroom uomo” c’era spesso  tutto l’ufficio stile. Il merchandising e il responsabile prodotto erano lì per i primi quindici giorni. Si poteva respirare quello che sarebbero state le tendenze da lì ad un anno, conoscere i buyer più accreditati del mondo,  parlare con gli area manager, insomma, me lo permette?…una figata.

 Erano maturi i tempi per diventare protagonista?

 Nel 2012 un’amica realizza un progetto e viene selezionata per “WHO IS ON NEXT”,  competizione organizzata da Vogue Bambino, Altaroma e Pitti Immagine. Non vince ma è tra i finalisti. In quell’occasione propongo a questa persona di partire con un nostro progetto. La prima collezione sarà presentata nel giugno 2013 al Bubble di Londra dove i nostri capi sono notati per originalità e selezionati per un’altra competizione “RISING A STAR”. Con la terza collezione sono già in Rinascente piazza Duomo a Milano. La mia amica lascia, io proseguo dritta…

 Laura, nelle Sue collezioni emerge un aspetto importante: la cura maniacale nella scelta dei materiali.

I materiali devono essere belli così come bello voglio che sia tutto quello che mi circonda. Voglio realizzare sogni non vestiti. Mi piace vedere le facce delle bimbe che si illuminano quando indossano un mio capo e si piacciono. Voglio capi che siano allo stesso tempo confortevoli e di alta qualità, ma soprattutto belli da vedere e indossare sia per le bambine che per le mamme. Sovente mi capita che le madri mi chiedano capi per se stesse. Mi fa sorridere perché quello che realizzo lo faccio proprio pensando a quello che io indosserei.  I materiali sono importanti perché sono la nostra casa. Li indossiamo e con loro ci affacciamo al mondo. I tessuti devono rispettare  le normative in vigore in Europa.

 A cosa si  ispira, quando “costruisce” un modello.

Mi ispiro a qualcosa che ho in testa, ma che all’inizio non so ben spiegare. Penso alla femminilità anche nel suo lato bambino. Alla bellezza delle linee e dei colori. Cerco di creare qualcosa di bello che catturi l’attenzione. Ovviamente non viene trascurata tutta la parte tecnica. Ci sono dei canoni a cui attenersi perché un modello possa funzionare ed essere confortevole. Quando fai indossare qualcosa ad un bambino la prima cosa deve essere la comodità e la morbidezza altrimenti se lo vuole subito togliere.

 Chi è Laura Panichi?

Una bambina che ama vestire Miss pois.

 


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