La sicilia piange L’attore Gigi Burruano

La sicilia piange L’attore Gigi Burruano morto nella sua casa di PALERMO a sessantanove anni.

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Ieri, domenica 10 settembre, si è spento a 69 anni, nella sua casa di Palermo, Luigi Maria Burruano, amatissimo attore siciliano e molto apprezzato dagli addetti ai lavori. La camera ardente sarà allestita al Teatro Biondo. Nato a Palermo il 20 ottobre del 1948, Luigi Maria Burruano inizia la sua carriera in teatro dedicandosi al cabaret e alle commedie in dialetto siciliano. Il grande successo, però, arriva con la partecipazione alle fiction di successo come La Piovra 8 (1997), I giudici – Vittime eccellenti (1999), L’attentatuni (2001), Il commissario Montalbano (2001), Turbo (2001), Blindati (2003), Un caso di coscienza (2003), Salvo D’Acquisto (2003), Il maresciallo Rocca (2003), Paolo Borsellino (2004), L’Onore e il Rispetto (2006), Raccontami (2006), Sangue caldo (2011), Baciamo le mani – Palermo New York 1958 (2013), Furore – Il vento della speranza. Molto apprezzato dal cinema, recita con in film importanti come Mery per sempre e I Cento Passi, con cui ottiene, nel 2001, la nomination ai Nastri d’Argento per l’interpretazione di Luigi Impastato, padre di Peppino.
-La notizia è stata data sui social e si è sparsa, veloce, nel cuore di una città che non ha mai smesso di venerare il suo aspro talento, quella sofferta maschera, quel suo esserci in chiaroscuro, come un santo patrono in ombra, con la smorfia di un sorriso disincantato, con gli occhi di un ragazzo incapace di dimenticare l’incanto.
Su un social Massimo Minutella, ha scritto, tra i primi: “È morto Gigi Burruano. Palermo ha perso un amico che adesso tutti ricorderanno…”. Racconta Minutella: “Ho saputo la notizia da Tony Sperandeo, mentre ero in macchina. Sono distrutto. Gigi era puro come un bambino. Ogni tanto mi capitava di accompagnarlo allo stadio. E rideva,
La Gazzetta del Sud, ricorda Luigi Maria Burruano con una serie di dichiarazioni, rilasciate dall’attore palermitano nel corso della sua carriera. Figlio di un medico, amava suonare il pianoforte: “Lo suonava mia sorella”, racconta. Poi da ragazzo, un amico gli disse che qualcuno stava mettendo in piedi una compagnia teatrale, era Nino Drago. Lui disse subito di sì e da quel giorno, le sue giornate si scandivano tra una prova di teatro e l’altra. “Mio padre era contentissimo”, si legge. Da quel momento, iniziò la carriera dell’attore, diviso anche tra Bacco e Venere. Tanti i palcoscenici da lui calcati, da Catania, Roma, Trieste e Prato. Famoso al teatro ma anche al cinema e in televisione. Il successo arrivò con La Piovra, nel 1997. Burruano, zio dell’attore Luigi Lo Cascio, ha fatto conoscere al grande pubblico nomi come Tony Sperandeo e Giovanni Alamia. Nel 2006 poi, venne arrestato per avere accoltellato l’ex genero perché: non assolveva agli impegni verso la sua famiglia. Dopo due settimane di galera, per lui gli arresti domiciliari: “Io in carcere ho trovato l’umanità nei miei compagni di cella, ho trovato comprensione, ho trovato tutto”

E in tanti hanno cominciato a ricordarlo: il suo pubblico, quelli che l’hanno ammirato ne ‘I cento passi’, nel ruolo difficile e intimo del papà di Peppino Impastato, quelli che lo conoscevano da certi sottoscala di cabaret oscuri e fantasmagorici, quelli che s’erano innamorati con ‘I Travaglini’ di Salvo Licata, quelli che lo amavano da lontano o da vicino, per le scene che inventava anche con un semplice sguardo.

Ma era soprattutto il palcoscenico il suo luogo elettivo e il consenso delle serie tv – la Piovra su tutti – e dei film (per ‘I cento passi’ aveva ricevuto la nomination del nastro d’argento) non ha cancellato l’impronta originaria di un uomo che amava il contatto con la gente, perché cercava soprattutto le persone, come testimoni e spettatori della sua poliedrica umanità. La sua innocente spudoratezza mancherà molto a Palermo. E ci sarà modo di riparlare della sua poesia. La camera ardente sarà allestita al Teatro Biondo, in attesa dei funerali, oggi, a partire dalle undici.

Intanto, molti piangono senza consolazione.Ricorda Salvo Piparo, che di Gigi Burruano è stato angelo custode gentile, fino all’ultimo: “Se io sono attore, lo devo a lui. Era un uomo dolce e sarcastico e aveva un atteggiamento beffardo nei confronti della morte. Mi viene in mente la battuta finale di uno dei suoi preziosi lavori, ‘Palermo oh cara’: ‘Ma se io io muoro, tu chianci? Si cci pienso…’. Ecco, Gigi era questo”.


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