Intervista: Barbara Pozzo e La vita che sei.

Per l’Universo tu non sei una goccia in un oceano.

Tu sei l’intero oceano in una goccia.

Barbara Pozzo. Foto di Jarno Iotti_1BSi è tenuta all’IBS BookShop di Roma la presentazione del libro La vita che sei di Barbara Pozzo, terapista della riabilitazione che da trent’anni studia le correlazioni tra corpo e anima. Noi di Tv Numeri Uno siamo andati a trovarla nella nota libreria di Via Nazionale per farle qualche domanda su quello che lei definisce “un piccolo libro che nasce da grandi consapevolezze”.

Ciao Barbara, in sala c’è veramente tanta gente che aspetta di incontrarti e di sapere di più sul tuo libro. Anche noi siamo curiosissimi di ascoltarti e leggerti, ma prima vorremmo fare una chiacchierata con te partendo dalle tue origini. Professionalmente nasci come terapista della riabilitazione specializzata in medicina manuale, in cosa consiste il tuo lavoro e chi si rivolge a te?

Il mio lavoro come terapista della riabilitazione nasce come fisioterapista classica, mi occupavo quindi di riabilitare i pazienti che si erano sottoposti ad operazioni o che avevano subito traumi fisici. In seguito mi sono specializzata in medicina manuale, una branca che comprende tutte quelle tecniche, cosiddette alternative, che lavorano sempre sul corpo e che vanno dall’osteopatia, alla riflessologia alle tecniche fasciali . In questa fase il mio lavoro ha iniziato ad ampliarsi entrando nell’ottica che, quando si lavora sul paziente, la relazione tra anima e corpo è inscindibile. Ho iniziato quindi a specializzarmi in principi di respirazione, meditazione e danza intesa come terapia, tutte tecniche che permettono alle nostre parti più profonde di manifestarsi. Da questi studi ho cominciato ad approfondire sempre di più l’intima relazione che c’è tra corpo e anima. Le persone che si rivolgono a me partono con patologie o con disagi fisici, non mi definisco assolutamente una psicoterapeuta, però comunque quando si lavora sul corpo con una certa modalità è quasi impossibile non aver a che fare con le emozioni che il corpo lascia emergere.

Anni di esperienza in questo settore, dove hai conosciuto tantissime storie, condiviso esperienze ed emozioni con i tuoi pazienti, ti hanno portata a scrivere il libro La vita che sei e, prima ancora, nel 2011, a fondare il blog www.somebliss.com, dove intrattieni con i tuoi lettori un dialogo quotidiano sui temi del benessere fisico e mentale e dell’armonia interiore. Qual è l’aiuto e il messaggio che vuoi divulgare attraverso questi mezzi?

Il messaggio è quello di far capire che abbiamo tutti le facoltà di migliorare le nostre esistenze. La maggior parte di noi svolge vite complicate, chi più chi meno abbiamo tutti una quotidianità faticosa e complessa e quindi abbiamo un po’ accettato, con un certo grado  di rassegnazione, l’idea che la realtà è dura e quindi ci diamo da fare come possiamo. Questo è vero fino ad un certo punto perché nella difficoltà della quotidianità ci sono comunque delle possibilità di vivere meglio tutto quello che il mondo e la vita ci portano ad affrontare. Questi mezzi sono quindi un tentativo di mettere a disposizione tutto quello che ho imparato sul campo e che ho visto funzionare. Avendone visto i frutti mi sembrava doveroso metterlo a disposizione degli altri.

Copertina La vita che sei di Barbara Pozzo (piatto)_MNel tuo libro parli di anima, di sacro, di universo, ma anche di corpo, elementi che abbiamo citato all’inizio della nostra chiacchierata, sottolineandone anche un certo tipo di collegamento. Spiegaci che rapporto c’è tra anima e copro.

Anima e corpo sono così tanto collegati, così intimamente connessi  che potrebbero essere definiti una cosa sola. Uno è la manifestazione dell’altro in una maniera circolare. Il corpo in qualche modo è il contenitore dell’anima, il mezzo che l’anima ha per essere presente in forma fisica su questa terra. Noi, prima di tutto, siamo anime  incarnate in esseri umani proprio perché essa possa evolvere, manifestarsi e  liberarsi dalla sofferenza. La relazione tra anima e corpo è più che altro una condizione che non prescinde l’una dall’altra, quindi, quando si tratta di parlare di corpo finiamo col lasciare emergere quello che esso in qualche modo contiene e nasconde nei suoi strati profondi. Viceversa, parlando di anima, siamo comunque costretti ad avere a che fare con il corpo. Quest’ultimo è un po’ un portale, se noi impariamo a conoscerlo e ad ascoltarlo possiamo dire di avere a nostra disposizione uno strumento per arrivare quotidianamente alle parti più sottili di noi.

Secondo la tua esperienza e il tuo punto di vista, tutto ciò risponde a verità assolute o esistono comunque delle eccezioni?

Per quella che è stata la mia esperienza come terapista non ci sono state eccezioni in questo senso. Qualsiasi corpo ha, nei suoi stati più profondi, la rappresentazione di chi è nella parte sottile. Ovviamente c’è chi ha intenzione di manifestarlo e c’è chi si chiude e quindi rifiuta questa cosa ma, come dato di fatto, anima e corpo restano inscindibilmente collegati come unica entità.

Qualche anticipazione su tuoi progetti futuri?

I progetti futuri sono quelli di andare avanti con il mio blog e di cercare di realizzare un secondo libro, è ancora presto per dirlo però mi piacerebbe.

Barbara noi ti ringraziamo, ti auguriamo buon lavoro e buona fortuna per questo e per i prossimi libri.

Grazie a voi di Tv Numeri Uno. Un caro saluto ai miei e ai vostri lettori.

 

Di Valentina Gala


Vota l articolo!:
[Voti: 0   Media: 0/5]

Check Also

Il MEI – (meeting delle etichette indipendenti) 2020 di Faenza si colora di Puglia.

  Grande successo per il cantautore leccese Teto D’aprile vincitore del premio MEI (DiscoNovità) sul palco …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *