“Il primo trapianto di testa al mondo sarà effettuato nel 2017 in Cina”

“Il primo trapianto di testa al mondo sarà effettuato nel 2017 in Cina”.

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l’operazione annunciata dal chirurgo italiano Sergio Canavero

Il primo trapianto di testa al mondo , annunciato qualche tempo fa dal chirurgo italiano Sergio Canavero, direttore del Gruppo avanzato di Neuromodulazione di Torino, è finalmente programmato quest’anno 2017 in Cina.

Canavero ritiene di poter superare i due principali ostacoli che hanno finora impedito di portare a termine l’operazione con successo: la fusione del midollo spinale e il rigetto del trapianto da parte del sistema immunitario.

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Il team di medici che si occuperà dell’intervento è stato scelto così come il paziente che per primo di sottoporrà all’operazione: in cui la testa di una persona verrebbe trapiantata sul corpo di un donatore. Si tratterà con ogni probabilità del trentenne russo Valery Spiridonov,affetto da una grave patologia genetica (la malattia di Werdnig-Hoffmann), che si era offerto volontario dopo l’annuncio del neurochirurgo,. Per quanto riguarda, invece, il donatore, secondo alcuni potrebbe trattarsi di un prigioniero ucciso in seguito ad una condanna a morte: “Il fatto che questa operazione si svolga in Cina ha creato dei dubbi sulla provenienza del donatore – scrive l’Indipendent- . Il Paese è stato spesso messo sott’accusa e criticato per aver utilizzato gli organi dei prigionieri uccisi senza il loro consenso.

Quando si parla di “trapianto di testa” si intende in realtà quello che intuitivamente chiameremmo “trapianto di corpo”. Il nome di questa operazione è infatti rimasto lo stesso dai primi esperimenti del chirurgo sovietico Vladimir Demikhov e del neurochirurgo americano Robert White, che rispettivamente usarono due cani (nel 1954) e due scimmie (nel 1970) come cavie.

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L’intervento, che dovrebbe durare 36 ore e costare circa 11 milioni di dollari, sarà effettuato all’Harbin Medical University, in collaborazione con il chirurgo cinese Ren Xiaoping. Entrambi i medici hanno dichiarato che l’operazione avrà luogo soltanto se gli esperimenti che continueranno a condurre prima di quella data daranno risultati positivi. Nessuno può sapere con certezza cosa accadrà, essendo un intervento unico nel suo genere: la procedura prevede che le teste del donatore e del paziente vengano rimosse dal corpo. Spiridonov verrà mantenuto in coma per oltre un mese, durante il quale i farmaci aiuteranno corpo e testa a non rigettarsi a vicenda. Ma i medici non possono affermare se e quando il paziente si risveglierà.

 

L’operazione è stata molto criticata, fin dal suo annuncio: secondo alcuni esperti, sottoporre una persona ad un tale intervento equivale ad ucciderla o, nel caso in cui riuscisse a sopravvivere, a farle vivere qualcosa di “peggiore della morte”. Altri, invece, sono convinti che possa aprire nuove prospettive. Nonostante gli esperimenti fino ad oggi siano stati condotti solo su animali, con vari risultati (la prima volta, nel 1970, l’intervento fu portato a termine con successo ma la scimmia non riuscì a muoversi e visse solo nove giorni, finché la testa non fu rigettata), Canavero è convinto che, grazie agli avanzamenti in campo medico, sia arrivato il momento giusto per “provarci”: “Penso che ora siamo arrivati a un punto in cui gli aspetti tecnici siano tutti fattibili. Se la società non lo vuole, io non lo farò. Ma se questo non accadrà negli Stati Uniti o in Europa, non significa che non potrà essere fatto da qualche altra parte”, aveva affermato tempo fa. Se in Italia la legge sui trapianti vieta quelli di cervello e di organi genitali, in Cina di recente si è aperto un dibattito su tecniche da molti ritenute “spregiudicate”, come quelle di “taglia e incolla” del Dna su un embrione.

Ma chi è veramente Segio Canavero? Un genio inascoltato, un folle visionario o tutte e due? Il neurochirurgo, cinquant’anni ben portati, non conduce macabri esperimenti in un buio e tetro scantinato alla Frederick Frankenstein (è inevitabile ripensare al film cult di Mel Brooks quando si affronta l’argomento). Lavora invece alle Molinette di Torino, dove ha scoperto i meccanismi delle sindromi da dolore centrale. Alle spalle anche molte pubblicazioni accademiche su riviste di prestigio come . Canavero ha inoltre introdotto la stimolazione corticale chirurgica per il Parkinson e la riabilitazione dell’ictus. E proprio grazie all’elettrostimolazione ha compiuto, questa sì, una grande impresa, riuscendo a risvegliare dallo stato vegetativo permanente una ragazza ventenne nel 2008.


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