EDITORIALE DI AGGIORNAMENTO SUI TALK SHOW

Dopo una settimana dall’inizio della nuova stagione televisiva è tempo di fare un’analisi dei tanti talk show che hanno dilagato su tutte le reti principali.
L’attesa maggiore era per lo scontro tra Giannini, erede di Ballarò su Raitre, e Floris con DiMartedì sulla 7. Dopo i fuochi della prima puntata su Raitre con ospiti pesanti come Roberto Benigni e il prof. Romano Prodi l’ascolto del secondo appuntamento di Ballarò ha registrato un forte ridimensionamento dell’audience ed una crescita del programma di Floris con ascolti superiori alla media della 7.

Floris ha modificato in minima parte lo schema delle precedenti edizioni del suo programma riproponendo gli stessi ospiti ed opinionisti e questo a lungo andare lo potrà danneggiare: il pubblico della 7 è diverso da quello di Raitre.
Giannini è ancora molto “legnoso”, poco sciolto, con un sorriso forzato, i servizi troppo scontati: lo zoccolo di Raitre è forte, ma basta poco per ridurre Ballarò ad un programma “qualunque”.
Presa Diretta di Riccardo Iacona su Raitre è ripartito benino anche se, rispetto alle precedenti edizioni, ci sono dei momenti lenti e faticosi, ma si vede un buon gioco di squadra.

Piazza Pulita di Corrado Formigli sulla 7 ha conservato la struttura precedente con la tendenza degli ospiti e dei vari partecipanti ad alzare la voce, ma la confusione è aumentata ed è difficile trovare spesso il filo della discussione.Per ultimo “La Gabbia” di Paragone sulla 7 dove il caos degli interventi è al limite ed il conduttore da giornalista sta diventando sempre più un conduttore-attore contaminando non bene i generi: alcuni ospiti spesso sono realmente da “gabbia” e il conduttore dovrebbe intervenire con più piglio.Nel frattempo il padre di tutti i talk show politici Michele Santoro annuncia che questa sarà la sua ultima fatica: non condurrà più dal prossimo anno Servizio Pubblico data l’inflazione di questo tipo di programmi che sono stati citati nel presente articolo e studierà nuove formule.
Questo affollamento di programmi simili prelude al collasso di questi programmi: sempre gli stessi temi, gli stessi ospiti ed opinionisti e non abbiamo citato l’eterno “Porta a Porta” e tutte le rubriche delle reti maggiori che ripropongono gli stessi temi e spesso gli stessi opinionisti e politici: il troppo stroppia.
Il pubblico televisivo sta premiando con alti ascolti sia la fiction che lo sport che il varietà: non è la fuga verso il disimpegno ma il rifiuto di un’offerta di talk ripetitivi ed omologati.
di Carlo Orichuia


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