“ECCO COME HO TROVATO LA MIA STRADA”

Sorrisi e malinconia, successi e delusioni. In Chissà se lo sai. Tutta una vita per cercare me c’è tutta la vita di Ron. Tra musica e famiglia. L’autobiografia del cantautore lombardo nasce dall’incontro fra Rosalino Cellamare e Ron, che a ogni capitolo lega un ricordo, un’emozione e il sapore di un vino, la sua forte passione che lo ha addirittura portato a produrne uno, a cui ha dato il nome del suo celebre brano “Fra cent’anni”.

UnknownIn “Chissà se lo sai”, presentato sabato a Milano nell’ambito di BookCity, Rosalino racconta della sua amatissima famiglia, della piccola Garlasco lasciata e poi ritrovata dopo il successo, della gavetta, dei tanti amici e di quel Dio a lungo invocato e cercato attraverso tortuosi percorsi spirituali. Ron, che in oltre quarant’anni di carriera ha scritto canzoni per artisti come Gianni Morandi, Fiorella Mannoia, Lucio Dalla, Loredana Berté, Anna Oxa, Biagio Antonacci, Tosca, Milva, Ornella Vanoni, riflette tra le pagine sul valore della creatività, sul successo e sull’importanza di rimanere fedeli a se stessi. Mentre guarda con fiducia al domani, spiega com’è arrivato, oggi, a trovare la serenità anche attraverso il suo impegno sociale.

«Ho ripercorso i momenti unici della mia vita. Con leggerezza, perché mi sembrava il modo migliore di dire la verità – ha detto Ron durante l’incontro moderato dal giornalista Marino Bartoletti -. Ad ogni passo di questa avventura ho dato il nome di un vino e mi piacerebbe che ne bevessi un calice con me. Il vino nel pavese, la mia terra, non manca mai».

Rosalino Cellamare, in arte Ron, è uno dei più amati cantautori italiani. Fin da ragazzino manifesta un’innata passione per la musica. Nel 1970, a soli sedici anni, sale sul palco del Festival di Sanremo insieme a Nada, conquistando il settimo posto con “Pa’ diglielo a ma’”. Nel 1971 suscita attenzione la sua partecipazione al Disco per l’estate con il brano Il gigante e la bambina, con un testo in parte censurato. La sua carriera come autore comincia nel 1972, quando scrive la musica di Piazza Grande, presentata poi a Sanremo da Lucio Dalla.  Restano indimenticabili alcune canzoni: “Non abbiam bisogno di parole”, “Anima”, “Joe Temerario”, “Vorrei incontrarti fra cent’anni”, “Attenti al Lupo”. Negli anni Novanta, Ron riesce finalmente a coronare un sogno: la realizzazione di un proprio studio di registrazione, l’“Angelo Studio”, che ospita da anni grandi artisti italiani e internazionali.

di Maria Antonietta Izzinosa


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