IL GRANDE RITORNO DEI ROLLING STONES

IL GRANDE RITORNO DEI ROLLING STONES

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In 56mila hanno risposto al mitico quartetto di ultrasettantenni nonostante che il tempo passi non smettono mai di stupire i suoi fans
Dopo il Circo Massimo a Roma nel 2014, stavolta si sono presi le mura storiche di Lucca, per l’unica data italiana del No Filter Tour, partito da Amburgo il 9 settembre (si concluderà il 22 ottobre a Parigi)
Mick nonostante la sua età è sempre un grandissimo personaggio storico con tante generazioni al suo seguito .Appena salito sul palco ha iniziato col dire “Ciao Lucca, ciao Toscana, ciao Italia. Come state tutti? Questa è la prima volta che suoniamo in Toscana”, dice Mick Jagger, entrando in scena per primo in luccicante giacca di lamè dorato e camicia viola, e in un italiano quasi perfetto, dopo aver infiammato la folla con Sympathy for the Devil e It’s Only Rock ‘n’Roll. E Mick durante tutto il concerto si divertirà ad esercitarsi con l’italiano raccontando anche di aver “passato una bellissima giornata a Firenze. Ho incontrato Theresa May e abbiamo mangiato un gelato sul Ponte Vecchio”. “Siete ganzissimi”, incalza ancora il pubblico, mostrando poi una certa dimestichezza anche con le parolacce. L’omaggio all’Italia arriva anche con l’inaspettata “Le mie lacrime”, versione italiana di As tears go by del 1965, cantata una sola volta a Milano nel 2006. Gli Stones si concedono anche una parentesi blues con Just your fool e Ride ‘Em on Down, dall’ultimo album di cover del 2016 Blue and lonesome.

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Per il resto la scaletta imbastisce un concerto in perfetto stile Rolling Stones, con poche sorprese (un brano, come piace alla band fare già da un po’, viene scelto dai fan: stasera è toccato a Let’s spend the night together): le hit di sempre ci sono tutte, ovviamente. E infiammano. Honky Tonk Women, Start Me Up, Miss You, Brown Sugar, Tumbling Dice. Gimme Shelter, inserito tra i bis insieme a Jumpin’ Jack Flash, è ancora una volta l’occasione per lo spettacolare duetto tra Jagger e la fedelissima corista Lisa Fisher. La folla impazzisce sui giri di riff inconfondibili, sulle schitarrate potenti, sulla potenza di un rock che non ha età, che va oltre le generazioni. Tre, quattro, cinque decenni hanno attraversato i quattro veri highlander della musica (Ron Wood è il più giovane con i suoi 70 anni, Charlie Watts il più vecchio a quota 76, Jagger e Richards ne hanno 74). Che forse hanno rallentato, senza che nessuno se ne sia davvero accorto. Certo non durante (I Can’t get no) Satisfaction, culmine del rito profano collettivo. I 56mila vanno via felici tra i fuochi d’artificio (qualche malcontento tra chi, nonostante un biglietto da 150 euro, è riuscito a vedere poco o niente dalle aree laterali lontane dal palco. Alcuni si sono arrampicati pericolosamente sulle strutture metalliche provvisorie),
In platea, tra gli altri, anche il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, la schermitrice Bebe Vio, Piero Pelù, i Negrita e l’ex calciatore Javier Zanetti.
Negli anni Sessanta e Settanta gli Stones hanno incarnato la controcultura, l’insoddisfazione e la rabbia dei più giovani. Cinquant’anni dopo rappresentano ancora la quintessenza del rock. Il loro pubblico è cresciuto con loro, ma le nuove generazioni continuano a subirne il fascino, come dimostrano tanti giovanissimi. “Queste sono le quattro canzoni che avete votato, scusate non c’è Puccini” dice Jagger prima di attaccare con Let’s spend the night together. con una serata entrata nella storia e che chiude anche la ventesima edizione del Summer Festival di Lucca.


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