Vallanzaska: un “Orso giallo” per le strade d’Italia

Vallanzaska2-2Nuovo disco per i Vallanzaska che celebrano i 25 anni di carriera in grande stile. Si intitola “Orso giallo” un lavoro di classico – si fa per dire – ska all’italiana maniera, di ironia e di quella milanesità che inevitabilmente ci riporta agli ascolti famosi. Con “Orso giallo” si celebra anche un certo modo di vivere l’Italia di oggi, il quotidiano, le nuove frontiere della guerra armata e delle alienazioni futuristiche. Un pizzico di America e due pizzichi di intelligenzae tanto sano umorismo… e che nessuno si senta offeso. Piuttosto che sia il miglior invito possibile a farci un bell’esame di coscienza. “Orso giallo” è un disco che non ha niente da invidiare ai più famosi della sua stirpe.

Tornano i Vallanzaska. Uno sguardo indietro: come sono stati questi 25 anni di carriera?
Veloci e lenti, divertenti e spossanti, soddisfacienti e normali, deludenti quasi mai. 10 dischi, più di 100 canzoni originali, più di 1500 concerti, una cinquantina di persone che si sono susseguite in formazione, un gruppo di persone bello intenso e sempre lo stesso da più di 10 anni. Soldi? Siamo troppi per poterci comprare il villozzo.

L’Orso Giallo: cosa rappresenta questa figura? Metafora o realtà?
Viene dal verso di una canzone contenuta nel video, “SOIA”. Nella canzone è l’esplosione emotiva, il corto circuito di un impiegato che deve fare un colloquio e pochi minuti prima di presentarsi si macchia di soia il colletto della sua bella camicia bianca. Ma l’abbiamo scelto anche perché l’orso giallo è una cosa strana, creatura curiosa, come il nostro nuovo disco così tanto contaminato e, per noi, assolutamente nuovo. Metafora quindi, ma anche realtà: guardando un documentario sul disgelo dell’Artide ho visto che gli orsi bianchi in realtà sono giallini.

Inevitabile oggi farsi contaminare dalla quotidianità. Tutti gli artisti sembrano schierati assieme contro l’omologazione e il pattume culturale di massa. Eppure alla fine restiamo tutti li. Come mai secondo te?
Perché siamo omologati nel denunciare il pattume. Attenzione, in questo caso l’omologazione è positiva. Essere omologati contro i nazisti (pattume) è un bene, anche se si è omologati. Però, individuato il bello dell’omologazione alternativa contro la massa, c’è anche un discorso di qualità. Se ti batti contro il pattume, devi produrre cose fighe. E se produrre cose fighe spinge a omologarsi al bello, ben venga. La quotidianità è fonte di ispirazione per molti, bisogna però saperla tradurre bene.

Lo Ska in Italia secondo i Vallanzaska?
Il genere più sottovalutato in assoluto. E anche lo Ska italiano nel mondo fatica un po’. Anche se noi cominciamo solo da poco ad essere trasmessi parecchio in Sud America. Vediamo cosa succede. E questo inverno faremo il primo tour nelle capitali europee.

“Quando è gatta” direi che nasconde un significato tra le righe assai esteso…ce lo raccontate?
La natura viene prima di noi, è assurdo che una pianta possa essere considerata legale o illegale.

Il terrorismo e il vostro “Easy”. Che o cosa volete colpire dal canto vostro?
La canzone si chiamava Isis e il testo era un po’ più pesante di quello che poi abbiamo inciso, diventando poi una canzone sul terrorismo in generale. Anni fa non avrei mai pensato che avremmo inciso una canzone sulla quotidianità che, visti i tempi, coincidesse con il tema quotidiano, appunto, del terrorismo. Canzone figlia dei tempi. E’ una sorta di spot di un terrorista che ci dice che nessuno, ovunque, è al sicuro. Non serve certo una canzone dei Vallanzaska per svelarne l’attualità.


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