L’ANNO CHE VERRÀ

La stagione televisiva 2014 appena conclusa segnala due dati importanti: la tenuta degli ascolti delle reti generalistiche con la confermata supremazia di Raiuno e la totale mancanza di novità nei programmi di intrattenimento con una ripetizione di proposte logore e conduttori invecchiati.
In questo consuntivo fanno eccezione lo show di Raiuno “Tale e Quale”, un Paolo Bonolis che ha ancora degli scatti vincenti, Costantino della Gherardesca che ha risollevato gli ascolti di Raidue ed i volti giovani delle due conduttrici di Uno Mattina estate-inverno Benedetta Rinaldi e Francesca Fialdini.
La fiction prodotta sia dalla Rai che da Mediaset si è affermata nelle audience di prime time, mentre la programmazione dei film sulle reti generalistiche non ha raggiunto ascolti significativi, sia per la mediocre qualità sia dei film italiani che di quelli americani nonchè per il passaggio antecedente su Sky che ha tolto molti spettatori a questo genere.
Un discorso a parte va ai talk politici e del pomeriggio che hanno accusato una forte stanchezza sia per le proposte ripetitive sia per il numero eccessivo di offerta alla ricerca di ascolto con i colpi bassi incentrati sugli omicidi, trasformando l’Italia in un Paese delinquenziale pur se dalle statistiche il nostro Paese risulta tra i più bassi tassi di omicidi.
Che speranze per il 2015? L’unica novità può venire dalla riforma del Servizio Pubblico della Rai
preannunciato dal Governo Renzi per aprile prossimo, data di scadenza dell’attuale Consiglio di Amministrazione. Una rivisitazione dell’organizzazione della Rai e dell’offerta televisiva sia giornalistica che dei programmi può dare una spinta complessiva a tutto il sistema che si è anestetizzato su una non concorrenza al basso e senza rischiare nuove scelte.
Oggi nelle programmazione giornalistica e dei programmi si avverte un distacco reale dal Paese ed una pessima informazione sull’Europa ed i problemi internazionali e si rimpiange  ” Giochi senza Frontiere” che almeno dava qualche connotazione ludica dell’Europa.
Bisogna però nel 2015 essere ottimisti e credere in un cambiamento positivo del Paese e quindi anche nel prodotto televisivo: non mancheremo di segnalarvi quest’anno i pro ed i contro in assoluta equidistanza.

Auguri a tutti
di Carlo Orichuia


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