IL GIORNO DELLA MEMORIA

27 gennaio 1945. Sono più o meno le tre del pomeriggio quando la Prima Armata del Fronte Ucraino comandata dal maresciallo sovietico Koniev apre le porte di Auschwitz, in Polonia, ad accoglierlo una scritta, passata infaustamente alla storia, “Arbeit macht frei” (Il lavoro rende liberi). Sono trascorsi 70 anni da quel pomeriggio quando tutto il mondo, racchiuso negli occhi di un semplice maresciallo sovietico, vede per la prima volta che forma ha l’inferno. Da dieci anni questa giornata viene considerata a livello internazionale “La Giornata della Memoria”. Memoria delle vittime della shoah (che in ebraico significa catastrofe, quella naturale, quella immotivata.); memoria dell’orrore nazista ma anche, e soprattutto, memoria del fatto che l’uomo può arrivare a negare sé stesso, la sua stessa umanità e trasformarsi in una creatura di puro odio. Il mondo in questi giorni si ferma e ricorda…38 delegazioni da tutto il pianeta prenderanno parte alle commemorazioni ad Auschwitz. Tantissime le iniziative organizzate dal nostro governo: cerimonie, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa.

10418857_769455889798216_7964669733090842128_n«L’Italia onora e ricorda. Mai più». Lo scrive il presidente del Consiglio Matteo Renzi su Twitter. E accompagna il messaggio con gli hashtag «#maipiù» e «#pernondimenticare». La cancelliera tedesca Angela Merkel partecipando con alcuni sopravvissuti a una commemorazione a Berlino dichiara “Quel che è accaduto ci riempie di grande vergogna. Perché sono stati i tedeschi ad essersi resi colpevoli di tanto dolore: non dobbiamo dimenticare che i molti milioni di vittime sono una nostra colpa. Abbiamo la responsabilità di comunicare quanto noto su quelle atrocità e di tenere viva la memoria, è una vergogna che alcune persone in Germania vengano ancora offese e attaccate solo perché di religione ebraica”. Ma la Germania non tollera oggi nemmeno le “parole d’odio contro coloro che sono venuti a cercare protezione da noi”, i richiedenti asilo.

Alcuni dei tantissimi eventi previsti e patrocinati dal Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah (sterminio del popolo ebraico):

Per quanto riguarda la televisione italiana, segnaliamo, tra i molti programmi e fiction dedicati alla commemorazione, la messa in onda stasera su Rai5 del capolavoro di Michael Haneke Il Nastro Bianco mentre alle 22 su History HD, canale 407 di Sky, verrà trasmesso il documentario Olocausto: la fabbrica del male.

di Silvia Pozzi


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