AREZZO, la Città della GIOSTRA DEL SARACINO

di Romano Barluzzi 

La Giostra del Saracino è l’evento culturale, storico-rievocativo, più popolare nella cittadina di Arezzo. Si tiene tradizionalmente in due edizioni annue: la prima, in notturna, nel penultimo sabato di Giugno, detta Giostra di San Donato; la seconda, diurna, nella prima domenica di Settembre, detta Giostra della Madonna del Conforto. Lo svolgimento è quello di un torneo cavalleresco in cui otto cavalieri – due per ciascuno dei quattro quartieri della città – si sfidano in un duello di destrezza equestre a punti che consiste nel colpire con la lancia lo scudo di un “buratto” simboleggiante “il moro” nella sezione recante il punteggio maggiore possibile. L’impresa è costellata di difficoltà: la velocità con cui viene corso al galoppo l’assalto, detto “carriera”, se non è quella giusta, espone il cavaliere al colpo di “mazzafrusto” che il buratto sferra una volta colpito roteando di scatto su sé stesso; la forza d’impatto del colpo può indurre il cavaliere a perdere la lancia; entrambe condizioni da squalifica del concorrente! Se anche vengono evitate, resta la difficoltà di colpire il maggior punteggio, il “5”, che è anche quello occupante l’area più piccola, proprio al centro dello scudo…mentre ogni altra zona dà punteggi progressivamente minori di pari passo con la maggior facilità di coglierli. Tutto ciò, oltre naturalmente al clima delle rispettive tifoserie che infiamma la piazza, può rendere la vita davvero complicata al cavaliere e anche al suo cavallo. In compenso, si tratta di un “gioco” prevalentemente di destrezza e abilità equestre, che sprigiona anche forza ma senza mai diventare violento, né per il cavaliere, né per il cavallo.

Insomma una rievocazione guerresca ma in cui nessuno si fa male. Il che la rende solo bellissima. E al fascino concorrono le varie componenti in costume, tra cui i figuranti, l’Araldo, i balestrieri, i cavalli, gli sbandieratori, i Musici, i fanti, le damigelle, i cortei e i bandi, tutti in perfetto stile medievale.

 

La Giostra del Saracino affonda infatti le sue radici nel pieno del Medioevo. Torneamenti barocchi venivano svolti in Arezzo tra il Cinquecento e la fine del Seicento. Giostre aretine sono descritte perfino da Dante Alighieri nella Divina Commedia all’inizio del Canto XXII dell’Inferno. Successivamente la Giostra è andata incontro a più periodi di scomparsa e riapparizione, fino al 1931, anno dopo l’edizione del quale non ha subìto altre interruzioni – eccetto che nel periodo bellico del secondo conflitto mondiale – e la Giostra del Saracino si è sempre svolta ogni anno fino a oggi.

Questa di domenica 7 settembre 2025 è stata la 148^ Giostra del Saracino e s’è contraddistinta in particolare per un sofferto doppio spareggio al cardiopalma tra i quartieri di Porta S. Andrea bianco-verde e quello di Porta del Foro, alias San Lorentino, giallo-cremisi – gli altri due, Santo Spirito giallo-azzurro e Porta Crucifera, alias Colcitrone, rosso-verde, erano rimasti al palo della seconda carriera – che ha tenuto tutti quanti col fiato sospeso fin oltre i tempi consueti. Alla fine, del secondo spareggio, Porta del Foro/San Lorentino ha prevalso sul Sant’Andrea con una splendida carriera vincente. Il che, tra l’altro, al netto delle solite, inevitabili polemiche sulle marcature dei punteggi che fanno sempre tanto colore, ha messo d’accordo un po’ tutti, visto e considerato che il quartiere vittorioso è tra i quattro quello che storicamente s’è aggiudicato meno “Lance d’Oro”, cioè con all’attivo il minor numero di edizioni della Giostra vinte.


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