lunedì , 17 dicembre 2018
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Marco Cantini canta Elsa Morante

Cantini 3Parliamo de “La Storia”, forse di uno dei romanzi più importanti di Elsa Morante, una meravigliosa fotografia di un’Italia capitolina che attraversava la seconda guerra mondiale, un viaggio visto dagli occhi e consumato sulla pelle di Ida Ramundo e dei suoi figli, Nino e il piccolo Useppe. Ma non ci dilunghiamo troppo nella sinossi di un romanzo quanto più ci preme fare il focus su una sua trasduzione in forma canzone. Vi presentiamo “L’Orrore”, un bellissimo brano intenso e carico di letteratura firmato dal cantautore toscano Marco Cantini: il racconto di quelle prime pagine del romanzo della Morante, di quella violenza consumata sull’uscio di casa…forse pagine cardine di un romanzo che ha fatto epoca. Cantini ne fa canzone con quel suo solito piglio impegnato e didascalico restituendo alla canzone una dimensione culturale che resta in bilico tra letteratura e cronaca. Reduce da un bellissimo lavoro sulla vita e le opere di Andrea Pazienza dal titolo “Siamo noi quelli che aspettavamo” pubblicato da Radici Music lo scorso anno, Marco Cantini oggi affronta la letteratura di Elsa Morante con questo primo singolo che probabilmente aprirà la strada per un lavoro più esteso. In rete anche un bellissimo video che vede la partecipazione di Francesco Moneti (Modena City Rambers) e la giovanissima attrice Valentina Reggio.

Dopo aver affrontato il mondo umano e artistico di Andrea Pazienza sposti il focus su Elsa Morante. Come avviene questo passaggio e perché?
Si tratta di un progetto che avevo in testa da tempo. L’urgenza che mi ha mosso non è troppo dissimile da quella che mi portò al precedente lavoro di cui parli: i fatti storici sono ancora il comune denominatore, nuovamente rappresentano lo scenario nel quale si muovono dei personaggi. Oggi le basi di questo nuovo lavoro sono divenute finalmente realtà, e posso parlarne con cognizione di causa: ho terminato la scrittura di tutti i brani che faranno parte di un concept liberamente tratto dal romanzo “La Storia”, e da settembre inizierò a lavorarci insieme a Gianfilippo Boni e allo stesso team di affidabili musicisti che presero parte alla registrazione di “Siamo noi quelli che aspettavamo”.

la storia elsa morante“L’orrore” che presentiamo oggi è appunto un video assai intenso su un primissimo passaggio del grande romanzo “La Storia”. Come mai il focus di quel preciso momento?
È uno dei momenti chiave del libro: Ida Ramundo – maestra elementare ebrea – viene stuprata nella propria casa da un giovane ufficiale del Reich. Dalla violenza resterà incinta di un bambino che chiamerà Giuseppe (poi soprannominato Useppe), la cui drammatica morte – nelle ultime pagine del romanzo – porterà la donna alla pazzia.

La violenza subita da Ida alla fine sembra quasi divenire il preludio di un sentimento…la nascita di Useppe e l’inizio dell’adolescenza di Nino. Il tuo focus in musica su cosa ha voluto puntare l’attenzione?
“L’orrore” è un brano che cerca di evocare soprattutto tutti gli stato d’animo di una vittima, il ventaglio di sofferenza e paura che può essere stato quello di una qualunque donna ebrea nel 1941 a Roma: prima il forte timore di essere arrestata per motivi razziali, che precede la consapevolezza di un destino ineluttabile che porta all’ansia (nel salire le scale di casa con il tedesco, un’immagine di strazio e pena magistralmente descritta e tratteggiata dalla Morante) di una comune madre che mette davanti alla preoccupazione per se stessa quella per il figlio adolescente (quando la scrittrice sottolinea la preoccupazione della donna che il ragazzo potesse trovarsi in casa, divenuta poi sollievo nel constatare l’assenza dello stesso); infine la ripugnanza dello stupro durante il quale lei ha una crisi epilettica, malattia di cui soffriva fin da bambina.

Credo sia raro veder trasporre in musica un romanzo. Pensi che la musica sia capace di restituire l’immagine della vicenda?
Penso che le vicende principali del romanzo possano essere sintetizzate in un disco di canzoni, ma non era il suo riportarle fedelmente ciò che più mi interessava. È chiaro che in questo caso io rappresenti il “deduttore” di cui parlò Pasolini a proposito del romanzo e dell’autrice in questione: ovvero il comune lettore, la cui interpretazione e individuazione dell’ideologia reale di ogni autore dipende sempre dal deduttore stesso. La Morante andò incontro a feroci critiche perché il testo non si allineava ai paradigmi del tempo, non invitava al riscatto, non era progressista e non strizzava l’occhio alle correnti politiche ed intellettuali dell’epoca. Questo perché la scrittrice non apparteneva a nessuna scuola, come disse Cesare Garboli sembrava figlia di un altro tempo. Ma “La Storia” sottolineava anche il rifiuto della guerra, le condizioni disperate dei più deboli, il potere che da sempre schiaccia i poveri destinati invincibilmente al ruolo di vittime: da quest’ultima considerazione si può comprendere anche meglio il perché della mia scelta.

Una riflessione. Musicalmente parlando mi sarei aspettato richiami decisamente sfacciati al senso militare, ad uno scenario di guerra visto anche il momento che racconti.
Ti assicuro che non mancheranno, ma dovrai aspettare l’uscita del disco con le altre 12 canzoni.

Per chiudere un cenno a Moneti dei Modena City Ramblers e all’attrice Valentina Reggio. Se al primo siamo abituati parlando di Marco Cantini, la seconda come si amalgama nella realizzazione di questo progetto?
Francesco Moneti e Valentina Reggio hanno in comune la passione e il grande amore per il proprio mestiere. Francesco è un amico ed un grande musicista, con l’ammirevole consapevolezza che per essere tali si debba anche stare sempre sul pezzo e suonare live il più possibile. In “Siamo noi quelli che aspettavamo” era un importante special guest; nel nuovo album il suono del suo violino, la sua esperienza e poliedricità musicale saranno imprescindibili al pari degli altri professionisti che prenderanno parte alla registrazione. Valentina ha risposto perfettamente alle mie esigenze di non avere semplicemente un’attrice che prestasse il suo volto per un video, in quanto desideravo da subito persone che oltre a metterci la loro professionalità credessero con convinzione in questo progetto (che dopo l’uscita dell’album ha l’obiettivo di diventare uno spettacolo teatrale). Lei è giovane ma ha già un curriculum importante, e inoltre – aspetto non secondario – conosce molto bene e ama i cantautori della vecchia scuola italiana che da sempre restano il mio incorruttibile punto di riferimento.


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