Nautica, Permateek: un nuovo concetto di Teek “sintetico”

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Una coperta in teak  rappresenta, da sempre,  il sogno di tutti gli armatori italiani. Purtroppo però i costi d’acquisto elevati, la necessità di una quotidiana manutenzione e la delicatezza del “tipo di legno” hanno fatto si che molti appassionati di nautica si rivolgessero, giorno dopo giorno,  sempre di più, al teak sintetico. Oggi siamo ad una svolta, non soltanto per la qualità del prodotto, ma anche e soprattutto per l’approccio che si ha nei confronti del materiale sintetico “Impropriamente, quando si argomenta di rivestimento sintetico, si parla di “teak sintetico”, ricorda Mirco Gazzato, titolare della Refit Style – azienda distributrice dal 2013  in esclusiva per l’ Italia, la Croazia e la Slovenia –  del Permateek“.Questo perché, strategicamente, prosegue Gazzato – si sfrutta la dicitura puramente estetica per venderlo di più e meglio, quasi si avesse paura di parlare di ciò che realmente egli è: un rivestimento in plastica con i pregi e i vantaggi che questo materiale offre. Naturalmente per offrire ad occhi e tatto una gradevolezza più che soddisfacente, si è andati a “rubare” tali doti dal legno, che mai non finirà di piacere” La scelta commerciale  fatta da questa giovane e dinamica azienda di Trieste è quella di non andare a mascherare un materiale con enormi potenzialità, facendogli indossare un vestito non suo, bensì di definirlo con il nome che gli appartiene “rivestimento sintetico”, esaltandone ed elogiandone però le doti naturali, e costruendogli, ad arte, una corretta collocazione nel mercato che gli si addice. Il rivestimento sintetico è una scelta! Permateek, non avendo necessità di trattamenti e manutenzioni annuali, non trovandosi soggetto a facili danneggiamenti, essendo facilmente lavabile, è adatto a chi richiede un rivestimento esteticamente molto piacevole, ma tecnicamente indistruttibile. La particolare mescola di materiale ha permesso, inoltre, di renderlo inalterabile agli effetti dei raggi UV, del sale e di eventuali funghi. La particolare lavorazione tra doga e doga, che deve essere effettuata attraverso l’utilizzo di un saldatore, garantisce la tenuta perfetta delle infiltrazioni di umidità oltre a garantire la resistenza nel tempo della tenuta del pavimento. La lavorazione del pavimento sintetico, deve essere fatta da artigiani competenti; cio’permette di  ottenere un risultato altamente professionale , oltre a diminuire,  per chi lo lavora, i tempi di assemblaggio. Utilizzando infatti la saldatura di materiale da riporto, e non più la colla per saldare le doghe, diminuiscono i tempi di lavoro, considerando che, l’operazione di pulizia della colla in eccesso tramite carteggiatura, non risulta più necessaria. Ultima, ma sicuramente non meno importante pecuiliarità del Pemateek è la “parte al negativo” del pavimento; se lo confrontiamo con altri Teak sintetici presenti sul mercato, il Permateek presenta uno strato uniforme leggermente “groppoloso” capace di aderire alla superficie, dove viene installato, tramite incollaggio. La mancanza di  scanalature, dentro le quali spesso la colla di adesione non riesce ad entrare, fa si che si evitino bolle d’aria e conseguentemente risultati di scarsa qualità. Un bel risultato!..

 

 

 

 


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