Malmö: l’Italia piena di ghiaccio

cover MALMO

L’esordio dei Malmö è storia di oggi e si intitola “Manifesto della chimica romantica” pubblicato da Manita Dischi. Un bellissimo elogio ai ghiacci islandesi partendo dall’Italia, arrivando a Malmö (in Svezia, da cui il nome di questa band capitanata dalla voce di Daniele Rutolo) e tornando tra le righe di casa nostra. Perchè questo disco gioca con il filo sottile che lega assieme il nostro pop contemporaneo alle sonorità sospese a cui primi tra tutti i Sigur Ros ci hanno abituati. Ed da qui la citazione di Birgir Jon Birgisson al mastering presso il “Sundlaugin studio” (Mosfelsbaer – Reykjavik – Islanda) anche a lavoro con la formazione di Jonsi. Un disco sospeso appunto, un lavoro di fino e di gusto che ci piace sottolineare. Bellissimo anche il video del singolo “L’alba di un giorno di festa” che punto il focus sui dettagli di questo stare al mondo. Le piccole cose e l’importanza di un suono che realizzi la semplicità. L’intervista.

Partendo dal video che trovo assolutamente importante come metafora di oggi: è possibile leggerci anche una critica al consumismo sfrenato e all’omologazione sociale. Non trovate?
Nel testo della canzone indubbiamente, tra le varie cose da lasciarsi alle spalle e cominciare ad ignorare per vivere meglio, c’è una sorta di incitamento a prendersi cura di ciò che è veramente importante, di un certo tipo di sentimenti, di un certo tipo di rapporti e il consumismo come l’omologazione sociale, sono tra i mali di questo periodo. In particolare nel video abbiamo voluto rappresentare l’idea della liberazione e dell’essenziale.

Che poi la vostra è musica di dettaglio e di particolari. Quindi in conclusione: è il dettaglio o l’insieme ad esistere e ad avere forza?
Sicuramente il dettaglio è ciò che contraddistingue e valorizza ogni elemento, ma è l’insieme dei dettagli a rendere le cose, come la musica, veramente speciali.

Veniamo alla scena musicale: che cosa c’è attorno che vorreste cambiare, che non vi rappresenta, che non ha più senso per la musica in se?
Ci è capitato pochi giorni fa di rispondere ad una domanda che diceva più o meno così: “ci libereremo mai da questo pop?”
Pensiamo che il problema dell’attuale scena musicale, almeno italiana, sia proprio nella contrapposizione tra pop e qualità. Non si riesce proprio, a parte rarissimi casi, a coniugare le due cose. In altri posti del mondo ci sono tanti artisti che fanno musica pop e che ad ogni disco tirano fuori un capolavoro, mentre in Italia o produci tormentoni radiofonici, canzonette da far cantare ai bambini, oppure sei fuori da certi giochi e certe dinamiche.

E dunque la domanda è importante: restare o partire per altrove?
È il nostro dubbio amletico! Nel viaggio c’è proprio il nostro modo di vivere la musica, ma siamo anche molto legati al nostro territorio. Probabilmente abbiamo raggiunto una sorta di compromesso tra il nostro eterno vagare e la consapevolezza di avere, quando si vuole, una bella casa dove tornare.


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