La sagra dei valori

Quando abbiamo deciso di addentrarci nella storia delle campagne elettorali delle aree interne campane, i comuni segnalati alla nostra attenzione sono stati tanti, ma ci interessava ragionare di politica osservando le dinamiche di un paese più piccolo, dove tutti si conoscono e dove talvolta si da peso a cose superflue, dimenticando che amministrare un paese richiede competenza e nulla più.

Ebbene, abbiamo relazionato esprimendo, evidentemente il parere di molti, il comizio elettorale di domenica scorsa della lista civica “DiValle”, la lista numero 2 che si presenta alla competizione elettorale delle amministrative vallesi della prossima domenica 12 giugno.

Perché sì, la nostra scelta è stata quella di seguire e dare la nostra opinione sulla campagna elettorale di Valle di Maddaloni (Ce).

Mi preme dire un paio di cose a riguardo.

La politica è un metodo, è il metodo secondo il quale decidi di vivere e di svolgere le tue azioni quotidiane.

Il metodo di vita è strettamente personale, non contestabile, a patto che non rasenti ineducazione e presunzione.

Qualcuno ha scritto che “bisogna sapere chi scrive per pesare le parole”, qualcun altro invece ha parlato di “articoli spazzatura”.

Ebbene.

Vi basti sapere che questo è il nostro lavoro, e mi sembra abbastanza palese che chi di incompetenza e di denigrazione si veste e vende, è poco avvezzo a riconoscere la veridicità delle parole che legge.

Ma passiamo oltre, queste sono solo chiacchiere da bar e da social di chi evidentemente, ha “accusato” particolarmente, come si dice a Napoli.

Mercoledì in piazza Magliocca, abbiamo partecipato anche al comizio “intermedio” di “Siamo Valle”, poche cose, giusto per chiarire dei punti e poi ci soffermeremo sulle chiusure.

Ogni candidato ha parlato di “cose da fare o cose fatte”.

Striano ha parlato di sociale e dell’interazione che il Terzo Settore potrebbe avere con gli Enti pubblici, Arciuolo ha parlato di sanità e di formazione del cittadino in tal senso, Granatello ha parlato di ambiente e sostenibilità, dei numeri sulla differenziata raggiunti da questa amministrazione e della mobilità alternativa, argomenti di dibattito anche della politica europea in questo momento. Gozzolino, una delle new entry più giovani e dinamiche, ha parlato di cittadinanza attiva, soprattutto giovane, al confronto con le istituzioni, Farina ha affrontato il tema del volontariato e della Protezione Civile, addentrandosi, con la dimistichezza del politico navigato, nelle azioni svolte in questi 5 anni per la Comunità di Valle di Maddaloni a sostegno del più debole. Giaquinto, infaticabile lavoratore, ha parlato di viabilità, di quanto fatto e di quanto ancora c’è da fare, coinvolgendo anche il vicesindaco di Maddaloni, Bove, presente a sostenere la lista.

Sacco, Francesco Sacco ha fatto il così detto “lavoro sporco”, ha puntualizzato qualche cosa che andava chiarita evidentemente.

Manifesti passati alla mano ed elenco dettagliato di tutti i lavori pubblici fatti, conclusi, in essere, finanziati e in attesa di decreto, con tanto di importi spesi.

Ha chiarito che forse “Siamo Valle” non deve chiedere scusa a Giovanni Pascarella, no, ma il Pd vallese evidentemente , visto che sono a firma della compagine politica rosso verde i manifesti degli anni scorsi ambigui ed infamanti che coinvolgono l’ex sindaco di Valle di Maddaloni, salutato poi con affetto da Sacco, suo grande amico.

Ha anche detto che è “un vecchio amministratore”, ma in tutta onestà di questa vecchiaia noi, ascoltando la sua passione e la sua competenza, non siamo ancora convinti!

Coscia, anche moderatrice dell’incontro elettorale, si è raccontata. Ha raccontato dell’amore che la lega al suo paese nato affianco del suo papà, della passione che mette nelle cose in cui crede, del lavoro fatto per le scuole, dell’idea futura da realizzare: un orto sociale per i bambini affinchè imparino il valore del lavoro e del sacrificio.

E poi Francesco Buzzo, sindaco uscente e candidato sindaco.

Il dottore.

Quello che qualche giorno fa si è sentito dire che si reca nelle case, e che in cambio di un voto, ti visita, solo in cambio di un voto.

Quello che si è visto fare addirittura i conti in tasca.

Quello che con una classe innata, non ha pronunciato nemmeno mezza parola fuori posto, ha solo evidenziato che se è vero che l’ingegnere le carte le legge le scrive, evidentemente nella foga di leggerle in fretta ed aizzare il pubblico “gremito”, ha dimenticato qualche paginetta.

La paginetta in questione, però era fondamentale. E’ quella in cui si legge che nel parere esterno dell’organo di revisione dei conti, vi è proprio il consiglio di ricorrere al dissesto finanziario dell’ente, essendo lo stesso fortemente indebitato.

Ingegnere, embè? Leggete troppo velocemente, o questa paginetta non vi piaceva e l’avete strappata?!

Ma passiamo oltre e soffermiamoci sulle chiusure.

Ieri ore 20.30 “Di Valle” dinanzi alla Casa comunale, ore 21.00 “Siamo Valle” in Via Sannitica, dove la lista ha aperto la campagna.

Ci siamo messi comodi e abbiamo ascoltato in contemporanea o quasi, le proposte.

Le proposte… ma quali proposte?

Dinanzi alla Casa Comunale, nemmeno l’ombra.

 

Si sono accorciati le maniche ed hanno rimesso in moto  la macchina del fango, che in realtà non sembra essersi mai fermata.

In campagna elettorale è diventato di moda parlare anche dei dipendenti comunali.

E’ così ridicola questa cosa.

Tanti politici con la P maiuscola avrebbero in qualche modo confuso l’elettore: ” se è venuto il presidente del consiglio regionale della Campania, allora questi contano.”

Ma no, è che il signore in questione ha influito molto positivamente sul futuro di qualche giovane rampante, nulla più, è venuto solo per farsi “rendere grazia”.

E oltre.

C’è chi è andato indietro di oltre 15 anni per trovare una minima stortura a qualcuno dei candidati di “Siamo Valle”.

L’uomo è fallibile, amici . Tutti lo siamo.

Ma non è una parola mal detta, forse l’unica, a renderci dei mostri.

E’ la reiterazione dell’errore che non è mai giustificabile.

Come quando cadi, ti sbucci il ginocchio e senti dolore.

Se fai la stessa azione che ti ha provocato la caduta più e più volte sei stupido, non c’è altra spiegazione.

Poi è stata la volta delle giustificazioni.

Vedete in politica, spesso accade che si possa cambiare schieramento, per un motivo o per un altro, se lo si fa con cognizione di causa, ma una causa vera, ben venga, solo gli stolti non cambiano idea, ma se lo si fa accampando scuse assurde che servono a renderti meno vuoto/a agli occhi del prossimo, eh beh è sintomo di vigliaccheria e nulla più.

“Qui comando io o voti il dissesto, o stai contro di me e l’amministrazione, che arroganza!”

Queste parole ripetute  quasi come uno slogan, sono uno schiaffo all’onestà e alla trasparenza di un uomo che ha parlato e chiarito già limpidamente, spiattellando ogni castroneria pronunciata nei giorni passati da questi sedicenti intellettualoidi.

Ma un’altra cosa mi ha fatto vergognare per loro.

“..l’ultimo dissesto finanziario e fallimento del comune di Valle di Maddaloni è stato dichiarato dall’allora parente sindaco, oggi ci ha pensato il nipote, difetto di famiglia..”

Come se il dissesto fosse una passeggiata di salute, o come se chiunque sia costretto a dichiararlo, fosse felice nel farlo.

E’ necessario cambiare disco, questo è rotto, vecchio e passato!

Lettori, amici, politici e sedicenti tali, eppure a me sembra che l’abbiamo spiegato in più lingue perchè si fa un dissesto finanziario di un ente, da dove viene il dissesto finanziario dell’ente, perchè utilizzate ancora l’unica argomentazione  “da like” e “da applausi”?

Perchè aizzate la folla, come fa il peggiore dei politicanti?

E’ questo ciò che insegnereste alla nuove generazioni?

Le gestione dell’ente, dopo la dichiarazione di dissesto, è controllata e rendicontata alla Corte dei Conti, questa compagine è ancora più limpida dell’acqua che sgorga dall’acquedotto Carolino.

Fatevene una ragione.

Dite che siete più belli, più “social”, ma non più capaci, perchè è evidente che direste solo l’ennesima bugia.

“Siamo Valle” in chiusura ha ringraziato i sostenitori, nessuna parola in più.

Le emozioni si leggevano in viso del candidato sindaco, circondato all’affetto e la stima dei cittadini.

 

Potremmo scrivere tanto altro, ma è bene che anche la stampa vada in silenzio elettorale.

 

Ciò che si è consumato ieri sera nella piazza antistante al comune, è solo il secondo e si spera l’ultimo, capitolo della

” Sagra dei valori”, il racconto della peggiore espressione di politica cittadina, è la storia di come l’essere umano sia

peggio delle belve, di come l’essere umano antepone l’avidità e la sete di potere, al rispetto del prossimo.

Di come, per racimolare qualche presenza in più si ricorra, al vecchio trucco “si mangia e non si paga”.

 

Della sagra c’era tutto, dei valori, poco o niente.

 

L’augurio è: che quella luce che ha oltrepassato i ponti dopo anni di nebbia, possa continuare ad irradiare la cittadina di Valle di Maddaloni.

Buon voto a tutti!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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