La luce oltre i ponti, brilla ancora

Abbiamo seguito con un certo trasporto queste amministrative a Valle di Maddaloni, ebbene siamo giunti alla fine.

 

Si affrontano due compagini diverse, opposte, che affrontano la vita in modo diverso.

L’una tra la gente a servizio del più debole, l’altra si aggira felina, strisciando tra la fame di chi è meno abbiente.

Ma non basta!

Non è bastato incontrarsi loscamente lì dove da poco è nato Maradona, per comprare ancora la dignità umana.

Non è bastato giocare al rialzo nelle ultime ore di domenica sera.

Non è bastato denigrare, non è bastato sputare veleno come la peggiore delle serpi.

No.

Non è bastato nemmeno angosciare la vita di una donna, instancabile lavoratrice e dipendente comunale che come colpa aveva solo quella di essere la madre di uno dei candidati della lista blu.

Non è bastato minacciare:  “se vinciamo il bar te lo leviamo!”

Non è bastata nemmeno “la politica con la P maiuscola” a togliervi gli schiaffi da faccia, quando vuoti e privi di fondamenta, avete ingannato il cittadino con nomi illustri al vostro fianco, su di un palco pregno di cattiveria.

 

Avete giocato la carta del dissesto, senza sapere di non avere a che fare con un popolo ignorante, che invece ben conosce l’origine vera del dissesto dichiarato dall’amministrazione Buzzo.

 

Ma non vi siete arresi nemmeno allora.

 

Avete osato dire che la salute veniva puntualmente barattata con una preferenza, senza vergognarvi.

Avete aizzato cittadini contro gli altri, avete perfino accusato l’uno e poi l’altro.

 

Avete parlato invocando parabole e avete scritto voi la parabola più vergognosa della politica vallese.

 

Avete promesso: cimiteri, lavori, gestioni, come se la casa comunale e tutto ciò che la comprende, fosse a vostro uso e consumo.

Avete comprato, nel vero senso della parola, le necessità dei cittadini, portando loro generi di prima necessità, come se le persone avessero bisogno di elemosina e non di competenza sulla quale contare in maniera lungimirante, ma mentre lo facevate però criticavate anche chi, da questo lato della barricata, faceva il giusto indispensabile per permettere ad una famiglia meno fortunata di godersi una domenica diversa, magari con un pranzo diverso.

 

Avete barattato le esigenze per una preferenza, peggio della borsa nera durante la guerra.

 

Siete stati così certosini da non farvi scappare neanche un euro, quando li avete contati nelle tasche del dottore, dimenticando che qualcuno di voi, le tasche le ha riempite in passato provocando proprio il vostro abusato dissesto.

Vi siete poi, consumati di invidia nei confronti di una persona che si è creata da sola, nonostante il lavoro umile dal quale è partito.

Avete pronunciato parole senza conoscerne nemmeno il significato.

Avete esagerato, siete corsi a chiedere scusa, e poi avete sbagliato ancora.

 

Reiterando!

 

Non vi è bastato nulla, perché la differenza abissale era evidente agli occhi di ognuno dei vostri concittadini.

Se da questa guerra il vostro paese ne esce vincitore il merito non è certamente vostro.

 

Ingegnere, mi rivolgo a lei, sia:

più umile, impari ad ascoltare, condivida, metta al servizio del cittadino la sua competenza perché ne ha da vendere;

impari a scegliere i compagni di viaggio controcorrente, e quando pensa di potersi candidare al posto di un uomo già giusto, si analizzi e si faccia qualche domanda;

sia meno aggressivo nelle espressioni e impari a misurarsi senza paura e senza squallidi mezzucci;

smetta di essere presuntuoso perché una competenza al mondo ce l’abbiamo tutti.

 

Ai ragazzi della compagine verde, quelli giovani e puri, alla loro prima esperienza politica:

non mollate, non smettete di costruire il vostro futuro da protagonisti, ma sappiate scindere la cattiveria dalla furbizia, la presunzione dalla competenza;

valutate con la vostra testa l’occasione che vi si pone davanti senza cedere a meccanismi familiari, inutili e nocivi.

 

Alla compagine blu, a ognuno di voi che ha combattuto fino alla fine:

 

a Pompilia Arciuolo, alla sua eleganza e alla competenza raccontata con intelligenza;

a Raffaella Coscia al suo brio e alla voglia indiscussa di fare, di migliorare e di migliorarsi;

a Augusto Dell’Anno, alla sua esperienza, ai suoi fatti e alle sue poche parole;

a Eugenio Farina, alla sua instancabile voglia di avvicinare il cittadino al bene comune;

a Luigi Giaquinto, al suo carattere indomabile, alla sua bontà e al suo continuo prodigarsi;

a Francesco Gozzolino, alla ventata di freschezza e di visione, portata all’interno del gruppo;

a Francesco Granatello, alla sua fermezza di idee e di operato;

a Francesco Sacco, al suo essere una persona perbene, in ambito umano prima e politico poi;

a Pasquale Striano, il ponte naturale e necessario tra ente pubblico e terzo settore;

a Pasquale Vigliotta e la sua esperienza messa al servizio dei più giovani.

Ai sostenitori, alle famiglie, a Assunta, Antonio, Angela, Immacolata, Maria, Tonia, Giovanni, Antonio, Matteo, Rosa, Giuliano, Raffaele, Carmelina, Cesare, al vostro coraggio e alla vostra forza, al vostro non piegarvi dinanzi agli insulti e alle offese gratuite.

 

A Francesco Buzzo, il collante naturale di questa magica avventura, l’uomo in cui si crede e per cui si combatte, l’uomo onesto, competente ma abbastanza umile da parlare al popolo, occhi negli occhi.

A Francesco Buzzo, il professionista integerrimo, la figura pura di questa campagna elettorale.

A Francesco Buzzo che ha saputo spiegare, convincere e comunicare il vero, giustificando talvolta l’ingiustificabile.

A Francesco Buzzo che non è caduto in provocazioni, ha saputo rispettare pur non essendo stato rispettato.

 

Grazie dottore, dalla finestra abbiamo visto aprirsi un modo possibile, un mondo dove i migliori, quelli che meritano, alla fine ce la fanno.

 

Un mondo difficile, dove nessuno viene lasciato indietro.

Un mondo controverso, fasullo, ma che dentro ritrova la giusta via.

Un mondo dove i ragazzi, quelli giovani, non si danno per qualcosa di evanescente come il denaro.

Un mondo dove si impara a rispettare il prossimo anche se ti insulta.

 

A Francesco Buzzo, allo specchietto per le allodole “più azzeccato” nella storia della politica vallese.

 

A Francesco Buzzo, l’unico sindaco possibile per Valle di Maddaloni.

 

E come in tutte le storie a lieto fine, la luce che ha oltrepassato i ponti dopo anni di nebbia, non ha smesso di brillare.

 

Buon lavoro dottore, con tutto il cuore!

 

 

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