Intervista a Mariagrazia Paturzo, curatrice della mostra “11 Stanze” di Maurizio Luchetti
Roma, 27 Febbraio – 8 Marzo 2026.
Location: Polmone Pulsante – Centro promozionale delle Arti e della Ricerca, Salita del Grillo, 21 – ROMA
Come descrivi l’arte di Maurizio Luchetti?
Maurizio Luchetti è un’anima nata per la pittura. Con essa nutre un rapporto stretto, quasi simbiotico, fatto di andate e ritorni, di volontà e di spontaneità. Il suo mondo è una specie di prisma a colori, in cui ogni faccia è una magia pura e semplice. Avvicinandosi, lo spettatore viene proiettato in altre dimensioni, a volte familiari, altre volte estranee. I suoi dipinti evocano mondi lontani, lontanissimi, le cui tinte possono essere prese dalla tavolozza azzurra come il mare e il cielo, oppure da una palette cromatica tutta incentrata sugli ori, i bronzi e i neri.
Secondo te, qual è il motore propulsivo della ricerca di questo artista?
Nel caso di Luchetti, che sa dipingere volti e tele (è un make-up artist riconosciuto da oltre vent’anni), siamo chiaramente di fronte a un’esigenza. L’artista non può e non sa fare a meno di creare, di trasferire al supporto materico di cui si serve le sue emozioni, liberandole in punta di piedi o nel fragore di una tempesta sentimentale che dura il tempo che deve durare, quanto basta per ripristinare lo status quo con l’aggiunta di una particella di luce o di ombra appena ereditata.
Perché “11 Stanze”?
11 Stanze è il titolo che io e Maurizio abbiamo scelto, di comune accordo, per la sua prima mostra personale. È anche il titolo di una sua opera del 2005. Ed è, soprattutto, un’immagine significativa del modo di concepire l’arte da parte di questo pittore dei colori e dei materiali. Nelle stanze della mente ci si perde, ci si ritrova, si nasce e si muore ogni volta e ogni giorno, ci si scopre crisalidi in fase di trasformazione, o nuvole leggere al tramonto, pronte a dissolversi in un battito di occhi e di ciglia. Così, nelle stanze artistiche parallele e segmentate con cura da Luchetti ognuno si ferma sul colore che più ispira, secondo esigenze e volontà del momento.
Parlami del Polmone Pulsante, lo spazio che ospita la mostra.
La location che ho individuato per ospitare le opere di Maurizio Luchetti è il Polmone Pulsante, un luogo che dialoga perfettamente con esse, in modo quasi spontaneo, considerato che fa della mescolanza culturale una caratteristica intrinseca. Il Polmone esiste dal 1976 e, a mio avviso, rappresenta un centro culturale di grande interesse, fin dal suo inizio totalmente orientato alla promozione della ricerca e dell’arte nelle sue forme più innovative e sperimentali, sull’esempio del suo creatore, l’artista Saverio Ungheri, uno dei protagonisti dell’arte contemporanea italiana del Novecento. Tra l’altro, Andrea Ungheri, figlio di Saverio e custode prezioso di questo luogo speciale, mi ha segnalato qualche giorno fa che gli spazi totali del Polmone, compresa la splendida sala affrescata “Energia tempo e coscienza” dell’artista messicano Federico Kampf, sono 11. Un sincronismo incredibile, Jung apprezzerebbe di certo!
Puoi darmi un’anteprima dell’esperienza della mostra? Raccontamene in breve il percorso.
Innanzitutto, credo che, percorrendo con lo sguardo le opere in mostra, il visitatore abbia la sensazione di trovarsi in spazi e luoghi che dilatano la percezione dei sensi, provocando emozioni disparate e ponendo interrogativi. Da una prima sala dei colori freddi, dove spiccano le grandi superfici silenziose e gentili di Bagnomaria, le correnti mobili ed equilibrate di Kuroshio, il conflitto tra opposte emozioni di Antartika in fiamme e il respiro nel blu profondo di Mondi sommersi, si passa così, attraverso il corridoio dei sogni di Antartika by night, a una seconda sala dove le cifre emergenti sono quelle del rosso e del nero, con l’oro a incorniciare il tutto, impreziosendo senza indugi vaste aree delle tele. Così, i ricami quasi Liberty di Poppies & Ducks confliggono e si riallineano, per il nero comun denominatore, con Giro solo & Cynar e, in seconda (ma non ultima) battuta, con la serie Moon, traghettatrice dell’occhio e del cuore verso un Altrove che parte da un seme di riflessione interiore poi espanso ad libitum verso l’esterno, con ritorno finale all’unità.
All’interno della mostra è stato disegnato un percorso di eventi ad essa collegati dal titolo “7 Eventi in 11 Stanze”. Di cosa si tratta?
Si tratta di un’occasione per parlare di arte, e per fare arte. Nell’ambito della mostra 11 Stanze da me curata io, Andrea (Ungheri) e Maurizio (Luchetti) abbiamo pensato di dare spazio ad eventi direttamente collegati all’esposizione o in dialogo trasversale con essa. In dieci giorni ci saranno, dunque, tre serate musicali e due performance pittoriche di Luchetti oltre, naturalmente, all’Opening e al Closing della mostra. Ci sarà da divertirsi, ne siamo sicuri!
Chiudiamo l’intervista con un auspicio legato alla mostra 11 Stanze e ai 7 eventi d’arte ad essa collegati.
Con piacere. Direi che l’auspicio per questa esperienza combinata mostra-eventi sia di poter generare in chi parteciperà, a Maurizio Luchetti e agli artisti musicali, ma anche e soprattutto al pubblico che aderirà, quel “caos calmo” che io intravedo delle opere di Luchetti, quel caos di memoria nietzschiana che è capace di generare scintille di piccole stelle danzanti.
TvNumeriUno Magazine di informazione e cultura







