Chiusi in casa e sereni: impariamo dai Paesi del Nord

I lunghi inverni e la necessità di stare al riparo sono una consuetudine per gli scandinavi: ispiriamoci alle loro filosofie di vita

Ci sono Paesi in cui le persone sono abituate a trascorrere molto tempo in casa, costrette dagli inverni rigidi e dalle poche ore di luce, e si posizionano comunque ai vertici delle classifiche dei popoli più felici al mondo. Nel Nord Europa sono nati veri e propri stili di vita dai quali le famiglie traggono grande soddisfazione anche nelle lunghe settimane di freddo e di buio, e ci si raccoglie tra le pareti domestiche. I loro nomi sembrano difficili, data anche l’asprezza delle lingue nordiche: si parla infatti di Hygge, il modo tutto danese di prendersi cura della casa, ma anche Lagom, Nexting o di Niksen, che raccolgono una serie di atteggiamenti mentali dai quali possiamo imparare ad affrontare le giornate in lentezza, ma senza annoiarsi e deprimerci. 

Impariamo dai danesi: la vita e la casa Hygge – Il termine non è traducibile in italiano, ma potremmo spiegarlo come il godere dei piaceri semplici della vita.Questo approccio è diventato molto di moda soprattutto come stile di arredamento e decorazione della casa, creando ambienti sereni e confortevoli ma senza accumularvi oggetti superflui. La casa Hygge ha colori neutri e tenui, cuscini avvolgenti, coperte e tappeti soffici, tante piccole luci di intensità tenue che garantiscono una luminosità morbida. I materiali sono il legno e la pietra e il bagno è curato come una vera Spa. Vivere hygge è soprattutto il piacere di assaporare una cioccolata calda accoccolati nella nostra poltrona preferita sotto una bella coperta tiepida, ma anche disporre un mazzo di fiori sul davanzale della finestra e profumare il bagno con una candela aromatica. Nella nostra situazione attuale possiamo imitare l’arte danese di curare i dettagli, approfittare dei momenti di noia per sbarazzarci di oggetto inutili accumulati nel tempo e soprattutto cercare di trascorrere il nostro tempo con la nostra famiglia, facendo insieme le cose che amiamo. 

Dalla Scozia arriva il Còsagach – Il termine viene dal gaelico scozzese e significa “accogliente, protetto o confortevole”.   Anche in questo caso, per combattere il freddo e l’umidità dell’esterno, la ricetta sta nel calore interiore, tra caminetto, qualche cosa di buono da mangiare o da bere e di buone letture in relax. La differenza principale rispetto all’Hygge danese è la forza dei contrasti: gli scozzesi apprezzano, per godere meglio del calore della casa, una lunga passeggiata all’esterno nella natura, magari al vento e alla pioggia, tra paesaggi selvaggi e aspri. Peccato che questo ultimo aspetto a noi mediterranei in lockdown sia precluso, almeno per il momento.

L’Olanda e il Niksen, ovvero l’arte del dolce far niente – Almeno in questo, noi italiani dovremmo essere bravi: il valore dell’ozio (in latino otium) era noto già ai tempi degli antichi Romani. È questa la filosofia del Niksen, che ci propone di non fare assolutamente nulla: la via per la felicità sta nel ritagliarsi dei momenti in cuiconcedersi semplicemente di “esistere”, lasciando vagare la mente senza preoccuparsi dello scopo delle nostre azioni. In questo “stand by” mentale spesso nascono idee e soluzioni nuove: il cervello infatti continua a processare informazioni anche quando in apparenza non facciamo nulla; anzi, proprio in questi momenti di pausa può impegnarsi completamente nel trovare nuove vie per interpretare la realtà. Capita a tutti di trovare una soluzione a un problema che ci tormenta mentre stiamo fantasticando o sognando a occhi aperti.

La felicità secondo la Svezia: Il Lagom – Il termine, nel suo significato letterale, si traduce con “moderazione”. L’obiettivo da perseguire in ogni cosa è la proverbiale “via di mezzo”, da perseguire in tutti gli ambiti della vita, dal lavoro, alla casa, allo stile del vestire. In pratica: non si rinuncia a nulla di ciò che può servire al benessere, ma si evita ogni eccesso, dal lusso al consumismo e alle abbuffate alimentari.  Ci può aiutare ad esempio nel riscoprire il valore del prendersi una pausa, ad apprezzare la necessità una vita meno frenetica e a rispettare gli spazi altrui.

L’arte dell’ottimismo: il Nexting – È un metodo ideato dallo psichiatra francese Michel Lejoyeux e potremmo sintetizzarlo in questo modo: se ci si aspetta il meglio dalla realtà, è più facile che le cose vadano proprio così. Insomma, la felicità non si ottiene trasformando il mondo che ci circonda, ma cambiando il nostro atteggiamento nei confronti della realtà esterna.  Il motore che regola la felicità si trova infatti nel nostro cervello e, per attivarlo, si possono fare dei veri e propri esercizi. Innanzi tutto, esponiamoci il meno possibile alle brutte notizie, evitiamo di lamentarci e di ascoltare le recriminazioni altrui. Combattiamo il più possibile la routine, alternando le attività e gli impegni, a tavola consumiamo molto pesce, ricco di Omega 3 e di sostanze che hanno effetti positivi sul tono dell’umore. E con il partner? Facciamo l’amore spesso e volentieri e scriviamogli tutti i giorni una lettera in cui elenchiamo almeno tre cose per il quale gli siamo grati.


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