martedì , 20 agosto 2019
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NAUTICA: QUANDO LA CHIMICA PUÒ SALVARE UNA STAGIONE

La presenza di acqua nella benzina o nel gasolio può rovinare i motori delle imbarcazioni . In questi casi la chimica può venire in soccorso e risolvere i problemi.  Ne parliamo con l’Ing Vincenzo Pedullà, titolare di Ecoil, un’azienda all’avanguardia nel settore…  Tensio pulente, tensioattivo, i nuovi termini che dobbiamo imparare…

“Prima del 1993, assieme ad altri collaboratori mi occupavo di cogenerazione con dei prodotti catalizzanti per olii combustibili pesanti, nell’ industria, in particolare zuccherifici.

La formula era alquanto grossolana, ma aveva la proprietà di emulsionare l’ acqua. In seguito ebbi per caso l’ occasione di parlare con un importante interlocutore che, quando seppe della particolare proprietà di un  prodotto capace di “eliminare” l’ acqua, quasi  mi scongiurò di mettere a punto un formulato con quelle caratteristiche, adattato per la Nautica da diporto… perché se ne sentiva un forte bisogno.

Enzo Pedullà, Ingegnere emiliano, titolare di Ecoil, azienda italiana leader nel settore chimico, introduce, ricordando la sua storia,  un argomento al centro oggi di un grande  dibattito tra i dipostisti italiani: la qualità dei carburanti. L’acqua nella benzina o nel gasolio può mettere a repentaglio la vita dei motori nautici e così molti armatori, negli anni, hanno fatto sempre più  ricorso alla chimica per risolvere il problema. Fastol, l’innovativo prodotto sviluppato dall’Ing. Pedullà, trova spazio in molti  esercizi commerciali che si occupano di nautica.

Ma vediamo di scoprire più da vicino quali sono le caratteristiche di questo prodotto.

Senza-titolo-1“Sono convinto- ricorda Pedullà, che quando si presenta un prodotto non si possa fallire pensando di poter correggere e riprovare, perché non viene concessa una seconda chance. Per questo non ci siamo limitati ad un prodotto mono-funzione, capace di eliminare l’ acqua, benché questa fosse già da sola una proprietà straordinaria e già pronta. Ancora oggi si trovano sugli scaffali flaconi con etichette di vario colore, una per una funzione, una per un’altra, ecc. , ed è un fatto prettamente commerciale, in quanto in tal modo si vendono più prodotti. Non potevamo né volevamo ripercorrere questo sentiero speculativo e ci siamo imposti di creare un formulato ad azione completa. Infatti il Fastol è un prodotto a 359 gradi attorno al combustibile. Perché non 360 dirà? Perché l’ unico fenomeno a cui non provvede è la contaminazione batterica, per la quale abbiamo studiato e sviluppato un prodotto biocida: l’ Eco-Bact. Avremmo potuto unificare i due principi, ma ci saremmo legati ad una proporzione fissa, mentre con i due prodotti separati possiamo intervenire modulando le concentrazioni dei dosaggi dell’ uno e dell’ altro prodotto, a seconda di ogni specifica situazione. Sì, perché noi ci prefiggiamo di offrire soluzioni suffragate e sostenute dalle ns. indicazioni tecniche, soluzioni ottenute poi attraverso l’ uso dei nostri prodotti e non la semplice loro vendita;  le finalità che proponiamo a chi va per mare consistono nel riportare ad una condizione di pulito e di massima efficienza i circuiti di alimentazione, serbatoi inclusi, e completare l’ opera con una combustione quasi perfetta”.

L’ing Pedullà quando parla di Fastol tiene a precisare che ci troviamo di fronte ad un tensiopulente, non ad un additivo. Ma perchè?

“Le caratteristiche del Fastol sono riassumibili in due macro-azioni, una pulente e l’  altra tensioattiva. La prima macro-azione consente la “manutenzione” del combustibile e del circuito di alimentazione, incluso serbatoi e cisterne; l’ altra provoca una finissima polverizzazione del combustibile, primo passo per migliorare il rendimento della combustione anche in termini di minori consumi e di riduzione degli inquinanti all’ interno e all’ esterno del motore. Già, perché gli incombusti, oltre a propagarsi all’ ambiente esterno, provocano effetti deleteri ancora dentro la camera di combustione, pregiudicando come effetto involutivo e progressivo il rendimento della combustione stessa. Ecco la natura del Fastol, un prodotto completo!

Fatta questa premessa, in quanto prodotto che si aggiunge al carburante può essere definito additivo, ma sarebbe una definizione generica e riduttiva che non inquadra il prodotto nelle sue reali caratteristiche. Il termine tensio-pulente è pertanto la sintesi di un concentrato che provvede prima ad eliminare le impurità e gli inquinanti e poi completa l’ opera attraverso il suo elevato potere tensioattivo, riducendo le tensioni superficiali delle molecole del combustibile, per ottenere così una finissima polverizzazione del combustibile, che è la prima e indiscussa regola per avere una elevata performance in combustione. Riassumendo quindi: serbatoi e circuiti puliti e lubrificati più ottima combustione, cioè massima sicurezza in navigazione!

Questo è il presente. Domani, quali saranno  le nuove frontiere della chimica? “Domanda da 10 milioni di dollari..ribatte Enzo Pedullà E’ difficile rispondere a questa domanda in quanto, in ambito generale, i nuovi orizzonti in termini energetici saranno influenzati da scelte politiche imprevedibili e, come si è visto nel recente passato, non sempre risolutive. Facciamo un esempio, i tanto celebrati motori elettrici! Si, ecologicamente sono ad impatto zero. Ma dovremmo chiederci come sarà la qualità dell’ aria là dove viene prodotta l’ energia, nei dintorni delle centrali elettriche. Discorso diverso sarebbe usare il combustibile idrogeno, il quale, a differenza dei combustibili fossili, non produrrebbe alcun inquinante ed avrebbe anche un rendimento energetico quasi 4 volte quello del carbonio. Non essendo presente in natura se non in minime quantità, i suoi costi di produzione sono al momento molto elevati.

Personalmente credo che oggi la migliore soluzione sia costituita dai motori ibridi, cioè motori diesel ad accumulo di carica elettrica spendibile al momento utile: si avrebbero emissioni zero in città, mentre per il resto si avrebbe un motore performante e a lunga autonomia di percorrenza.”

Di Andrea Barbieri

 


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Un commento

  1. Che articolo!!! Ci ha convinto, lo useremo sicuramente per il nostro fuoribordo.

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