mercoledì , 21 novembre 2018
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13°Forum Risk Management: la sfida di Vasco Giannotti

giannotti

Si celebrano i 40 anni di servizio sanitario nazionale, apre il Prof. Elio Borgonovi

 

Un mese o poco più dall’apertura del Forum Risk Management  – Firenze 27 / 30 novembre 2018 -  e già si capisce che questa 13°edizione sarà ricordata come unica. Tema centrale della kermesse fiorentina, la celebrazione dei 40 anni dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale.  Il Forum si candida, afferma Vasco Giannotti, gran patron del Forum, come sede e occasione per un confronto sulle cose da fare per innovare e riformare il sistema sanitario e renderlo più efficiente e capace di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Primo grande ospite, Elio Borgonovi, professore di Economia delle Amministrazioni Pubbliche presso l’Università Bocconi.

“Farò un richiamo sull’evoluzione degli ultimi 40 anni del servizio sanitario nazionale e delle varie fasi che ha attraversato” dichiara Borgonovi all’ufficio stampa del Forum Risk. Un contributo propositivo attraverso l’individuazione di cinque diverse sfide. La prima è su come la sanità dovrà affrontare le problematiche di una popolazione che vive più a lungo, ma con condizioni di cronicità e per una parte significativa di non autosufficienza che si manifestano in diverse fasce di età. Il secondo percorso riguarda la medicina di precisione o personalizzata; nel campo dell’assistenza oncologica il 60% dei nuovi farmaci possono essere personalizzati. Si va verso terapie geniche e cellulari che diventeranno sempre più precise e quindi in controtendenza con il passato quando si puntava ad una standardizzazione dei parametri di salute. Già oggi, almeno il 50% dei farmaci in sperimentazione rientrano nella medicina di precisione. La terza sfida prosegue Borgonovi è quella sulle nuove tecnologie; cambieranno radicalmente il modo di rapportarsi delle aziende sanitarie, ma cambieranno anche l’atteggiamento dei pazienti nei confronti dei sistemi di offerta. Il quarto tema è quello dell’impatto sui comportamenti derivanti dalla rete e dai social. Ci sono decine di migliaia di siti che parlano di salute, una macro categoria enorme. Un numero crescente di popolazione prende informazioni in rete modificando molto i propri comportamenti e rendendo più volatile la domanda. Infine è necessario mantenere una sostenibilità economica e un livello di servizi che tenda ad essere sempre più elevato. Le attese aumentano e le risorse pubbliche e private diminuiscono. In Italia il documento di programmazione di bilancio prevede per i prossimi anni che la quota destinata alla sanità sia del 6,5% del pil, con la spesa dei privati si arriva all’8,7%. Molto inferiore alla Francia, Germania, per non parlare degli Usa, dove la percentuale arriva al 17%. In Italia nel 2009 eravamo arrivati al 9,3-9,4% di spesa complessiva pubblica e privata. Se si vuole mantenere un servizio sanitario nazionale basato sui principi di universalità, solidarietà ed equità occorre ripensare la governance (rapporto tra Stato, Regioni e aziende sanitarie) e il modello di finanziamento. Oggi in Italia, conclude il cattedratico, la spesa privata è molto elevata, circa 40 miliardi, ma soprattutto consiste in pagamenti diretti delle prestazioni da parte delle famiglie (out of pocket). Molto elevata se consideriamo i 117 miliardi di spesa pubblica e poco solidale in quanto sostenibile prevalente mente dalle classi agiate. Sarebbe opportuno agevolare la spesa privata intermediata da fondi e casse aziendali, che rientrano nel secondo e terzo pilastro di un welfare moderno. Purtroppo il tema della salute non è al centro della discussione politica, la salute è un bene strano che si apprezza quando non si ha. Sarebbe invece necessario riportare questo tema al centro del dibattito politico per conservare un sistema che, al di là delle polemiche e delle critiche su casi di mala sanità che sono inevitabili, si colloca sempre ai primi posti in vari ranking fatti da organismi internazionali”

 


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