mercoledì , 21 novembre 2018
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Franco Scortecci, un Aretino che ha nel sangue la Giostra del Saracino

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Chi è Franco Scortecci? Tutti lo conoscono ad Arezzo per i sui impegni istituzionali, per sui successi imprenditoriali, ma oggi  vorrei presentarlo  ai nostri lettori come un aretino innamorato della sua città, un appassionato di Giostra del Saracino,  un figlio d’arte.  “Mio nonno – ci confida Scortecci-Guido Scortecci, fu Rettore di Santo Spirito negli anni ’30, ed io ho respirato aria di Giostra fin dalla nascita. Figurante prima, capitano e vice rettore poi, oggi mio figlio Gianmaria, porta avanti la tradizione di famiglia da giostratore. Fuori dalla Giostra sono un imprenditore, la mia famiglia porta avanti attività commerciali da quattro generazioni e il mio lavoro mi ha portato negli anni a ricoprire le cariche di presidente nel direttivo provinciale e regionale di Confcommercio e di vice presidente in Camera di Commercio e Unioncamere Toscana. Come membro del cda dell’Ente Fiera e della Fiera Antiquaria, altro simbolo e segno distintivo della tradizione aretina insieme al Saracino, ho sempre improntato il mio operato alla forte promozione territoriale e turistica della nostra città, e credo che sia anche per questo che sono stato chiamato alla presidenza dell’Istituzione Giostra del Saracino nell’ottica di dare nuovo slancio alla manifestazione. Nel ricoprire i miei incarichi ho cercato sempre di adoperarmi per fare emergere il nome della mia città in particolare attraverso attività culturali, come nel 2000, quando riuscì a riportare ad Arezzo la Madonna dei Fusi di Leonardo Da Vinci, preziosissima opera che il genio del Rinascimento dipinse proprio ad Arezzo, oppure negli anni successivi con l’organizzazione della mostra dedicata alla scuola del Verrocchio. Sono stato anche promotore dell’Accademia del Gusto, la scuola di formazione di Confcommercio dedicata ai ristoratori e di numerose iniziative dedicate al mondo del commercio e del turismo. Sempre con il solo obiettivo, da aretino orgoglioso delle proprie radici, di accendere i riflettori, come merita, sulla mia città.

Scortecci, quale emozione ha provato quando è stato chiamato a presiedere l’Istituzione Giostra

La mia nomina è la sintesi delle esperienze maturate in ambito giostresco e professionale con l’intento di far crescere la Giostra del Saracino e Arezzo attraverso la sua manifestazione più rappresentativa. Anche in questo ambito ho cercato di improntare il mio operato, come ho sempre fatto, investendo in operazioni di marketing territoriale che, devo dire, stanno pagando. Straordinaria, ad esempio, l’operazione che ci ha permesso di portare la Giostra in Vaticano in occasione dell’edizione straordinaria del 27 agosto 2016 indetta nell’anno del Giubileo della Misericordia con l’esposizione della lancia d’oro per noi realizzata da Ivan Theimer ai Musei Vaticani. Ma quando parlo di Giostra vado anche orgoglioso del ruolo sociale e aggregativo che svolgono i quartieri, con i loro campi di addestramento che lavorano 12 mesi l’anno e i circoli perennemente attivi attorno ai quali gravitano in particolar modo i nostri giovani che perseguendo anche iniziative sociali, oltre a far crescere valori sani, diventano un patrimonio per l’intera collettività. Mi vengono in mente, per esempio, i gruppi costituiti all’interno dei quartieri per la donazione del sangue, oppure i giovani di tutti i quartieri che di anno in anno si ritrovano insieme senza distinzione di colore o quartiere come volontari per servire il pranzo di Natale alla Caritas. E ci sarebbero tante altre iniziative che meriterebbero menzione. La vita nei quartieri è una delle espressioni migliori della voglia e dello spirito di aggregazione della nostra collettività che attraverso la mia presidenza sto cercando di sviluppare in maniera sempre più importante. Così come importante per quanto riguarda la promozione della storia, della tradizione e delle nostre radici è il lavoro che svolgono tutto l’anno tutte le altri componenti della Giostra del Saracino, dagli Sbandieratori di Arezzo, al Gruppo Musici, all’Associazione Signa Arretii.

Presidente, se dovesse vedere la Giostra con gli occhi di un turista cosa vedrebbe?

Uno spettacolo unico nel suo genere che unisce storia, arte, cultura, tradizione e catapulta lo spettatore in un’altra dimensione; la Giostra è passione, emozione, colori, suoni, senso di appartenenza, sensazioni che coinvolgono il turista affascinandolo e facendolo sentire partecipe della festa. Una emozione unica muoversi nei vicoli della città antica accompagnati da tutto ciò. C’è la storia, con il Medioevo e gli abiti del tempo che fu; c’è l’arte racchiusa nello scrigno di Piazza Grande con le sue Logge, opera di Giorgio Vasari, che ospita la competizione in uno scenario fuori dal comune, c’è lo spettacolo di un corteo di quasi 400 figuranti coi cavalli al seguito che attraversa una città che torna indietro nel tempo, c’è la tradizione dei giochi di bandiera degli Sbandieratori di Arezzo i cui alfieri hanno toccato ogni continente e incantano ogni volta come se fosse la prima, c’è la passione del Gruppo Musici William Monci che scandisce il tempo con squilli di chiarine e rulli di tamburi nella patria di Guido d’Arezzo, inventore delle note musicali. La Giostra è meraviglia dentro la meraviglia.

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La Giostra ieri, la Giostra oggi. Cosa cambia?

Immutati nel tempo la tradizione e il contesto nei quali si immerge la Giostra, è invece estremamente diversa oggi rispetto al passato la competizione. Se una volta i giostratori arrivavano tutti da fuori, oggi non ce n’è uno che non sia aretino. Sono cavalieri “fatti in casa”, spesso cresciuti all’interno del quartiere di cui vestono i colori, professionisti che lavorano tutto l’anno, che si allenano nelle strutture costruite all’interno del quartiere con campi di addestramento all’avanguardia che sviluppano oltre alla bravura, oggi ai massimi livelli, anche il senso di appartenenza. Sono tutti Cavalieri con la C maiuscola, professionisti che non lasciano niente all’improvvisazione e che sempre più spesso sono protagonisti di tante altre competizioni che da fuori richiedono la loro presenza. Mi preme inoltre sottolineare l’attenzione, da sempre, e accresciuta negli anni grazie a continui controlli e aggiornamenti dei protocolli sul benessere dei cavalli, l’attenzione verso gli animali. La loro salute è sempre stata al primo posto tanto che non si è mai, e sottolineo mai, verificato alcun incidente o episodio spiacevole che abbia coinvolto i cavalli. E di questo sono estremamente orgoglioso. Inoltre attraverso la Giostra sia gli aretini, sia chi visita la nostra stupenda città ha la possibilità di conoscere la storia del nostro territorio, i personaggi, gli avvenimenti del passato che trovano rappresentazione nel trofeo, la lancia d’oro.

Scortecci, la Giostra del futuro come sarà?

Affascinante come lo è da sempre, ma sempre più viva, vissuta e aperta al mondo. Un patrimonio per la nostra comunità che alla Giostra si sente sempre più legata da un senso di appartenenza. E un richiamo per i tanti turisti italiani e stranieri che ogni anno chiedono di assistere alla manifestazione rimanendone incantati. In questa ottica è stato importante il lavoro portato avanti dall’assessorato alla Giostra del Saracino nel realizzare il percorso espositivo ad essa dedicato a Palazzo Comunale, una spazio museale in costante implementazione che racconta in maniera moderna i valori che la Giostra tramanda nel tempo e  che arricchisce la città di un luogo dove ogni giorno è possibile conoscere la tradizione.

La Giostra e la Città di Arezzo rappresentano per Lei due emozioni separate o due sogni che si integrano?

Il connubio Giostra – città è sempre più stretto in tutti gli ambiti della nostra vita sociale. I quartieri, ad esempio, con le loro attività e iniziative diventano un patrimonio  per l’intera collettività. Mentre emerge forte un rinnovato interesse da parte del tessuto economico aretino, un mondo vivo, vivace, pronto a raccogliere sfide e opportunità con le sue aziende che scelgono di legare il loro nome a quello del Saracino con operazioni di merchandising e linee di prodotti dedicate che diventano un doppio volano di promozione. La Giostra vive ad Arezzo tutto l’anno.

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Scortecci, un’ultima domanda. La storia della Giostra merita visibilità internazionale?

Assolutamente sì ed è dimostrato dall’attenzione via, via crescente da parte di riviste specializzate e tv straniere che hanno realizzato importanti prodotti editoriali dedicati alla Giostra. Solo nel 2017 abbiamo avuto l’onore di ospitare le tv francesi France 5 e Tf1 che hanno poi mandato in onda dei bellissimi servizi girati ad Arezzo. E poi operatori russi, servizi dedicati dalla rivista di cultura e turismo “That’s Italia”, dal magazine croato “Place 2 go”, dal quotidiano canadese “Le Devoir”, uno dei più longevi del Quebec. L’ultimo numero di “Nhk”, mensile giapponese edito dal locale servizio pubblico radiotelevisivo nazionale, ha dedicato un servizio ad Arezzo e alle sue espressioni più rappresentative: la Giostra del Saracino e la Fiera Antiquaria che tra l’altro quest’anno si legano come non mai dato che il 50enario della Fiera, che ricorre il 2 giugno, diventa la dedica della lancia d’oro dell’edizione di giugno della Giostra. L’attenzione mediatica da parte dei media internazionali è sempre più importante e questo, oltre a spingere la manifestazione verso confini sempre più ampi, conferma che la scelta di investire in azioni di marketing territoriale, sta portando i primi, importanti, frutti.


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