mercoledì , 21 novembre 2018
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Ready Player One: Spielberg ci porta in un futuro/presente virtuale

Roma – “Quando la popolazione è assediata da disoccupazione, povertà, sovraffollamento e totale disperazione è il momento giusto per rifugiarsi in un mondo virtuale in cui è possibile vivere straordinariamente attraverso il proprio avatar. Tutto ciò di cui si ha bisogno è l’immaginazione, ma quando si fugge dalla realtà in qualche modo si perde ogni reale contatto umano. Quindi la storia – conclude – è appassionante, ma svolge anche un’analisi sociale”.

Queste sono le parole di Spielberg riguardo la sua ultima fatica, Ready Player One, un film per il quale c’è già chi parla di capolavoro e, probabilmente, non si sbaglia, perché questa favola virtuale, basata sull’omonimo bestseller di Ernest Cline con citazioni di cinema, musica anni 80 e videogiochi, mentre racconta il futuro fa una fotografia cruda del presente già viziato dalla compulsiva dipendenza da cellulari, social e web.

La locandina del film

La locandina del film

Da quanto visto dalle prime immagini dei trailer e da quanto appreso durante le prime interviste al regista, si sà che ci troviamo nel 2045 e gli uomini, ormai per la maggior parte impoveriti da quello che è accaduto, hanno perso quasi tutto. Molti di loro vivono in baracche e hanno una sola consolazione: Oasis, un mondo parallelo e virtuale. Artefice di questa realtà digitale, l’eccentrico e stagionato ‘nerd’ James Halliday (Mark Rylance), uno Steve Jobs dei videogiochi tanto folle da aver registrato, come memo, tutta la sua vita su video che ora sono catalogati in uno sterminato archivio. Ma lui è una sorta di Dio per gli umani: “Ci ha dato un posto dove andare” dice riconoscente, a inizio film, un player prima di indossare la maschera e la sua seconda pelle: la tuta digitale 1X Boot Suit de luxe.

Ma cosa accade quando ci si trova in Oasis?

E’ possibile intanto creare un avatar che proietta ogni nostro più desiderante immaginario estetico. Possiamo essere alti, belli, giganteschi, forzuti, bestie o angeli; si può poi volare, guidare le più fantastiche auto, passare da un locale alla moda a un altro universo o anche recarsi sul pianeta Doom dove è sempre guerra. Si può, infine, scalare una montagna avendo, in cordata, Batman in persona. Ma, a seguito della morte di James Halliday, il mondo entra in fibrillazione e si crea una sorta di “caos mediatico” intorno ad Oasis, infatti per sua volontà l’immensa fortuna della sua industria andrà in dote a colui che per primo troverà un Easter Egg nascosto chissà dove all’interno dell’immenso software di Oasis. Una cosa impossibile da fare sulla carta, ma che darà comunque vita a una gara che coinvolgerà il mondo intero. Qui troviamo il nostro protagonista, uno sconosciuto giovane ‘antieroe’ (Wade Watts interpretato daTye Sheridan), che troverà la prima delle tre chiavi che gli daranno accesso alla fortuna di Halliday, Wade dovrà quindi vedersela con gli uomini della Innovative Online Industries, che controllano tutto l’hardware e sono capeggiati dal perfido Nolan Sorrento che  trovando l’Easter Egg vuole prendere maggiormente il controllo della società.

Frase ricorrennte nei trailer del film, che presenta nel cast Olivia Cooke, Ben Mendelsohn, T.J. Miller e Simon Pegg: “La gente viene su Oasis per tutto quello che si può fare, ma ci rimane per tutto quello che si può essere”.

Quindi non ci resta che attendere il 28 Marzo, così da entrare anche noi insieme a Wade Watts in Oasi.

READY PLAYER ONE

Sergio Tranquilli


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