sabato , 24 agosto 2019
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Silvia Conti: 30 anni dopo.

A Sanremo 1985 con quel dipinto melodico che era “Luna Nuova”. Ve la ricordate? Eccola di seguito:

Poi facciamo un salto temporale e torniamo ad oggi. Un ritorno in scena che significa prima di tutto libertà espressiva. Silvia Conti pubblica con RadiciMusic Records un suo grande album di inediti dal titolo “A piedi nudi (psichedeliche ipnotiche nudità)” che probabilmente vuole significare proprio un ritorno a se stessi e di come questo processo sia psichedelico e ipnotico nel suo metterci a nudo. Sono canzoni che dentro portano sconfitte e rivalse, rabbia e speranza, analisi decisamente agghiaccianti di chi la vita la conosce bene e momenti di suono e di scrittura elevata di chi il mestiere sa come farlo. “A piedi nudi” sembra un omaggio all’Italia di oggi e alle persone che la Conti vede muoversi attorno, è un disco d’amore e di pop, di leggerezza e di fermezza caratteriale. Un bel suono pop deciso e ben costruito, con la co-produzione del suo compagno di vita, il chitarrista Roberto Mangione. A seguire il video di lancio del singolo “Tom Tom” a cui avremmo chiesto di più visto lo spesso ed il livello che la Conti sa giocare sfacciatamente sul tavolo delle nostre carte. Un ritorno, un restare, forse soltanto un saluto. L’intervista.

Cantautrice. Lo sei sempre stata o lo sei diventata?
Entrambe le cose, anche se sembra una contraddizione. Ho sempre scritto ma all’inizio non trovavo la formula che si adattasse a me. La mia prima vera “creazione” è avvenuta 20 anni fa, il pezzo si chiama “Rino” ed è dedicato al cantautore Rino Gaetano. Da allora non ho più smesso di scrivere anche se mi ci sono voluti anni prima di decidermi a pubblicare le mie canzoni.

Col senno di poi questo disco doveva arrivare da tempo o è il tempo suo questo qui?
Non vorrei ripetere l’incipit ma purtroppo mi ritrovo a dire la stessa cosa: entrambe le cose, anche se sembra una contraddizione. Dico questo perché se il disco fosse uscito 20 anni fa per me tutto sarebbe stato più semplice. Viviamo in una società nella quale aver superato i 30 anni pare essere una colpa e tutto è più difficile, soprattutto in campo discografico. D’altro canto questo album ha ragione di esistere adesso perché è la somma di tutto ciò che io sono e lo sono ora, in questo preciso momento della mia vita. Quindi il suo tempo è questo.

La televisione di oggi e le grandi radio… dopo tanti anni in questo ambiente, che cosa ti sembrano consegnare alle persone?
È una domanda alla quale per me è difficile rispondere perché io non possiedo televisione. In linea di massima, a parte qualche eccezione, trovo che i media in generale non siano molto educativi e che alimentino il peggio invece di dedicarsi a coltivare il meglio. Credo tuttavia che si tratti di un compito assai difficile visto che le persone sui social in generale non sanno fare molto meglio.

SILVIA CONTI COVER

Silvia Conti in televisione oggi… potrebbe tornarci o saresti troppo scomodo? O forse è solo questione di cliché delle reti?
Ovviamente mi piacerebbe tornarci e non credo assolutamente di essere un personaggio scomodo. Anzi, voglio pubblicamente fare un appello: chiamatemi in televisione, vi prometto che farò la brava e vi farò alzare l’audience. Vabbè, io l’ho detto, vediamo se funziona!

Perchè l’omaggio a Patti Smith in questo disco? Perchè in fondo si comprende facile perché quello ai Beatles…
L’omaggio a Patti Smith è dovuto, oltre alla mia ammirazione per lei, al titolo del disco, che peraltro è nato prima della decisione di inserire “Dancing barefoot”. Mi piaceva questa associazione tra i miei e i suoi piedi nudi. E’ stato anche molto bello lavorare alla stesura del testo e alla realizzazione del nostro arrangiamento: ho fatto una traduzione analogica e non letterale e mi sono divertita parecchio, anche perché il batterista del mio disco (Fabrizio Morganti) suona spesso con la Smith quando lei viene in Italia. E’ stata una bella esperienza. Per quanto riguarda invece l’omaggio ai Beatles è più una cosa goliardica, nata in casa un pomeriggio dopo un pranzo con degli amici; è stato così divertente che abbiamo deciso di metterla come ghost track.

Prossimi step? Nuovo video? Nuovo disco? Teatro o cosa… ?
Stiamo lavorando al prossimo videoclip, poi ci sono i live e per quanto riguarda il teatro sto preparando una pièce molto stimolante e interessante. Non faccio programmi e nessuna ipoteca sul futuro, vivo giorno per giorno e assaporo la gioia che mi ha dato veder nascere e crescere questo album. Parlare di un nuovo disco è un po’ prematuro, quello che è certo è che non passeranno altri 20 anni, perché ho preso il via e sarà difficile fermarmi!


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