lunedì , 26 giugno 2017
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Iron Mais: il rock suona western

Energie positive, autoironia e quell’intelligenza che diventa musica da bere e da mangiare in un sol fiato. Sono gli IRON MAIS che già dal questo nome affondano il primo colpo dritto allo stomaco. Poi la grafica del loro logo non lascia alternative di fuga. Se poi il disco lo intitolano anche “The magnificent Six” allora c’è da aspettarsi un lavoro ricco di citazioni e rimaneggiamenti. Bellissimo rock’n'roll che ai più verrebbe comodo definire rockabilly con ampie sfumature di punk per un taglio complessivamente western. Il tutto lo troviamo anche stampato in vinile. Un lavoro che ci ripropone in chiave grandi successi del passato rock psichedelico ed elettronico: nuova faccia ovviamente agli Iron Maiden ma anche ai Pink Floyd, Rage Against The Machine, Meallica, Beastie Boys, New Order e Corona con la quale gli Iron Mais realizzano uno splendido video del singolo di lancio “The Rhythm of the Night” che vi presentiamo a seguire. L’intervista:

Dai talent alla musica suonata dal vivo in giro per l’Italia. Questa differenza che cosa vi ha mostrato dei tanto agognati show televisivi?
Sicuramente ci siamo fatti un bel po di esperienza su quello che è un palco televisivo con i suoi tempi serrati e tutto quanto incastrato all’ultimo minuto, soprattutto avendo avuto la possibilità di essere ospiti fissi all’extrafactor con Mara Maionchi. Indubbiamente la televisione è uno strumento molto potente soprattutto per quanto riguarda la visibilità mediatica. Noi eravamo consapevoli di essere piuttosto lontano da quelli che sono i canoni del talent, pensando di finire nella categoria dei freak, quelli vestiti male che fanno ridere e che finiscono su Blob… sta di fatto che su blob ci siamo finiti veramente ma siamo stati anche apprezzati infatti abbiamo passato due selezioni, il tutto senza snaturarci nel nostro modo di fare musica… questo ci ha dato la possibilità di ampliare il nostro pubblico anche nei live… quindi direi che alla fine ci è andata molto bene!

Con voi “scopriamo” o comunque rendiamo accessibile quello che chiamate “cowpunk”. Come spiegare ad un popolo POP di cosa si tratta?
È molto semplice, si tratta di una miscela di vari generi musicali: tipicamente l’energia del punk rock viene trasmessa on arrangiamenti eseguiti con strumenti e stili tipici di quella che è la tradizione degli Stati Uniti del sud (Country e folk con utilizzo di banjo, violino)… in pratica noi Iron Mais maltrattiamo banjo, violino ukulele e contrabbasso come se fossero delle chitarre rock riproponendo brani rock leggendari in questa chiave un po “campagnola”… ed eccovi il nostro Cowpunk.

COVER IRON MAIS

E voi in questo popolo dove prolifica il POP non vi sentite stretti e mal compresi? Avete pensato di emigrare altrove?
Mah direi di no, in fondo quando proponi un genere come questo sai molto bene che il tuo pubblico seppur di nicchia è abbastanza vario, di solito chi apprezza la musica rock’n’roll trova in qualche modo interessante la nostra interpretazione di brani rock. non non vogliamo assolutamente emigrare! Già il fatto di aver un pò sdoganato questo genere in Italia è una bella soddisfazione e soprattutto emigrare sarebbe un po come fuggire perchè ci sono delle difficoltà… noi restiamo e combattiamo per diffondere il nostro verbo bifolco… poi sarebbe l’ennesima fuga di cervelli(?) dall’Italia… scherzi a parte, no. Non ce ne andiamo. Non vi libererete facilmente di noi.

La scelta dei brani da tradurre con una chiave tutta vostra…come l’avete condotta? Qualche grande escluso?
La maggior parte dei brani che rivisitiamo arriva dagli anni ‘80 e ‘90. Questo perchè in quegli anni abbiamo vissuto la nostra adolescenza e di conseguenza abbiamo vissuto e assimilato la musica in maniera irreversibile. La scelta dei brani è comunque una forma di tributo a quella musica che ci ha fatto crescere e fatto diventare quello che siamo ora. Per ora non escludiamo nessuno a priori, quindi preparatevi perchè noi abbiamo sempre qualche chicca in serbo.

Gli inediti degli IRON MAIS: quale responsabilità e quali aspettative restituite alla vostra musica?
Gli inediti sono semplicemente degli aspetti della vita e della realtà che ci circonda raccontati a nostro modo, parliamo infatti della crisi economica (Grano Duro), i fastidi legati alle relazioni sociali finte (Friendshit), l’abuso degli alcolici (Drink & Drive), parliamo della nostra terra quindi con riferimenti legati all’aspetto ambientale (Lambro River), della nostra profonda avversione agli arrampicatori sociali (Cu cù) ed alla parte di società che funzione… poco bene (Ahi che dolor). Al di la dei temi trattati, il livello di lettura dei brani può essere anche più semplice, ci sono ascoltatori che sono presi dal ritmo incalzante giusto per ballare, piuttosto che ascoltatori che si focalizzano sugli arrangiamenti, mentre alcuni riescono ad apprezzare anche i testi. Aspettiamo con curiosità di raccogliere le impressioni del nostro pubblico in merito alle nostre scritture!


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