mercoledì , 21 novembre 2018
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Glasgow Rangers: una nobile decaduta

 

Gli albori, i successi, le sofferenze e la voglia di tornare grandi di un intero “popolo”.

 

di Carmine Ruotolo

 

 GlasgowRangers

Era il 1872 quando a Glasgow due fratelli, Peter e Moses McNeil insieme a William McBeath e Peter Campbell divertiti da una partita di calcio che avevano visto, decisero di formare un club, ma non sapevano che quel club un giorno sarebbe diventato qualcosa di molto più grande di una semplice squadra, quasi una religione per i suoi tifosi. Il nome scelto fu Rangers, che McNeil trovò sfogliando un libro sul rugby. Nacque così appunto il Glasgow Rangers, la squadra calcistica oggi più titolata al mondo con 115 trofei all’attivo, di cui 53 titoli nazionali.

Nel lontano 1890 i Rangers furono tra i fondatori della Lega scozzese di calcio, divenendone campioni già l’anno successivo, a pari merito col Dumbarton. Prima di questa annata, il club giocò anche la Coppa d’Inghilterra, perdendo nel 1887 la semifinale contro l’Aston Villa, mentre a fine ottocento si aggiudicarono due Coppe (1897 e 1898) e due titoli (1899 e 1900) consecutivi, con il secondo conquistato dopo che tutte le 18 partite in calendario furono vinte. Fino al 1899 la squadra non aveva né una struttura societaria definita, né un allenatore, infatti il primo allenatore fu il dirigente addetto all’arbitro William Wilton, mentre il primo presidente fu James Henderson. Tra 1901 e 1920 i titoli vinti sotto Wilton furono sette. Quest’ ultimo fu poi sostituito dal suo vice Bill Struth, che guidò la squadra fino al 1954, vincendo 18 titoli nazionali, 10 Coppe di Scozia e anche 2 Coppe di Lega, dando al club anche il primo treble scozzese nel 1948/49. A condurre la squadra fuori dal Regno Unito fu Scott Symon (per 13 stagioni): l’UEFA aveva infatti istituito nel 1955 la Coppa dei Campioni e nel 1960 la Coppa delle Coppe. Arrivò così la prima partecipazione europea nel 1956/57 (alla Coppa dei Campioni), conclusa con l’eliminazione ad opera del Nizza. Nel 1961 i Rangers furono la prima squadra britannica in una finale europea, quella della Coppa delle Coppe, persa però contro la Fiorentina. Un’altra sconfitta in Coppa delle Coppe fu nel 1966/67, ad opera questa volta del Bayern Monaco.

Nel 1969 giunse in panchina Willie Waddell, autore dell’unico successo della squadra fuori dai confini nazionali, ovvero la Coppa delle Coppe 1971-72 vinta contro la Dinamo Mosca. La finale si disputò in un Camp Nou che fu poi invaso da 10.000 scozzesi ubriachi a circa un minuto dalla fine, oltre che una seconda invasione al fischio finale, che impedì la premiazione e diede vita a scontri con la polizia franchista, costando ai Rangers la squalifica internazionale per due stagioni. Poche settimane dopo, Waddell lasciò l’incarico per diventare d. g. del club, e il suo posto fu preso da John “Jock” Wallace, vincitore in sei stagioni di tre titoli nazionali e autore del terzo e quarto treble del club, che resero i Rangers il club più titolato di Scozia; il dopo Wallace fu l’ex calciatore John Greig. In Coppa dei Campioni Greig superò la Juventus, poi il PSV Eindhoven, per poi uscire ai quarti contro il Colonia. Questa eliminazione portò la squadra in un periodo nero per sé e per tutto il calcio di Glasgow, che coincise con l’ascesa delle squadre di “secondo piano”, ovvero l’Aberdeen (vincitore della Coppa delle Coppe 1982/83 contro il Real Madrid) e il Dundee Utd (campione scozzese nel 1983 e semifinalista di Coppa dei Campioni 1983/84), però Greig non riuscì mai a vincere il titolo e si dimise così nel 1983, sostituito nuovamente da Wallace, che però, nonostante due Coppe di Scozia nel 1984 e nel 1985, fu licenziato nel campionato 1985/86, mentre la squadra si trovava al quinto posto.

Glasgow Rangers 3La squadra vincitrice della Coppa delle Coppe nel 1971/72

 

Nel 1986 fu ingaggiato dai Rangers come giocatore-allenatore l’ex Liverpool e Sampdoria, Graeme Souness. Il proprietario del club in quegli anni era Lawrence Marlborough, che aveva deciso di rivedere totalmente il management societario e aveva così designato alla presidenza David Holmes, che aveva come obiettivo quello di ingaggiare gli scozzesi di spicco che militavano nel campionato inglese. Souness aveva vinto cinque campionati e tre Coppe dei Campioni, mentre in Italia aveva contribuito alla vittoria della prima Coppa Italia. Con lui i Rangers tornarono alla vittoria del campionato e  della Coppa di Lega. Nel 1988 la proprietà del club fu rilevata da David Murray, che riconfermò Souness, il quale vinse tre campionati consecutivi (i primi di una serie, poi continuata dal suo successore, di nove titoli).

A seguito del bando quinquennale inflitto dalla UEFA alle squadre inglesi dopo il disastro dell’Heysel, le compagini scozzesi divennero le più credibili rappresentanti del Regno Unito in Europa e numerosi calciatori, inglesi e non, si trasferirono nel campionato scozzese,  accompagnati da tante polemiche, anche extra-calcistiche, così come quando nel 1989 per la prima volta, i Rangers ingaggiarono un giocatore cattolico, Mo Johnston.

Souness nel 1991 tornò a Liverpool e al suo vice Walter Smith, toccò il compito di continuare ad assicurare al club i successi conseguiti dall’ ormai ex tecnico. Smith vinse subito il titolo nel 1992 e l’anno dopo portò i Rangers al quinto treble, giungendo tra l’altro ad un passo dalla finale di Coppa Campioni, mentre nel 1994 mancò il sesto treble perdendo la Coppa di Scozia, ma vinse altri tre campionati (1995, 1996 e 1997).

Nel 1998 Smith lasciò, sostituito da Dick Advocaat, primo allenatore non scozzese dei Rangers. L’ingaggio del “Piccolo Generale” rivelava l’intenzione di competere con i top club europei. Tuttavia, nonostante le cifre investite, l’affermazione a livello continentale non arrivò e quando Advocaat lasciò il club, questo si ritrovò con un passivo di bilancio notevole. I metodi di Advocaat, che furono tra le altre cose causa di tensioni e divisioni nello spogliatoio, portarono molti giocatori a chiedere di lasciare la società. Quando Alex McLeish assunse la guida del club nel 2001, non poteva effettuare un mercato in linea con i propri programmi, ma ciò nonostante il giovane tecnico vinse nel 2002 la Coppa di Scozia e nel 2003 realizzò il settimo treble. Tuttavia gli effetti del dissesto economico lasciato da Advocaat iniziarono a farsi sentire, infatti il calo di risorse finanziarie impose pesanti tagli alle spese e quando avviene ciò in un club di calcio, le cessioni di calciatori importanti sono il principale taglio. E in effetti, nel 2003/04, la cessione del capitano Barry Ferguson provocò una grave flessione della squadra, che tuttavia si aggiudicò la Coppa di Lega e il 51º titolo. L’ultima stagione di McLeish cominciò con una rapida eliminazione dalla coppa di Lega e terminò dopo sette titoli (un treble e due double) in sei anni.

Dopo la parentesi con il francese Paul Le Guen, durato solo sei mesi, nel 2007 fu ingaggiato Walter Smith, che guidò i suoi a un positivo cammino in Coppa UEFA, conclusosi con la sconfitta in finale contro lo Zenit San Pietroburgo proprio di quel Dick Advocaat e questo fu l’inizio della fine, infatti il 6 maggio 2011, David Murray vendette il club alla Wavetower Limited di proprietà della Liberty Capital detenuta da Craig Whyte per 1 sterlina e il 14 febbraio 2012 i Rangers entrano in amministrazione controllata a causa del mancato pagamento di 9 milioni di sterline al fisco britannico. Indagini ulteriori rivelarono però di un debito di oltre 100 milioni di euro, che il club non riuscì a coprire. Per lo storico club furono il fallimento societario e la vendita degli assets ad una Newco per 5,5 milioni £, con ripartenza dall’ultima divisione professionistica, la Scottish Third Division. Subito i Rangers furono promossi in Second Division, rinominata Scottish League One e il 12 marzo 2014 in Scottish Championship, dove si qualificarono per i play-off, perdendo in finale con il Motherwell, ma la storica risalita in Scottish Premiership avvenne un anno dopo, nel 2016, con quattro giornate di anticipo. Attualmente la stagione dei Blu di Glasgow è altalenante, con tanti punti di distacco dalla vetta, occupata dai cugini del Celtic (esattamente, i cugini dell’altra sponda di Glasgow, ma quello che è più comunemente conosciuto come Old Firm, merita un capitolo a parte, completamente dedicato a questo – n.d.r.).

Un’ altra importantissima data nella storia del club, che è stata appositamente lasciata alla fine, fu quella del lontanissimo 1899, quando fu inaugurato quella che è tuttora la casa dei Rangers, vale a dire Ibrox Stadium. L’ Ibrox è in architettura vittoriana all’esterno con mattoni a vista e rappresenta a dispetto dell’ età, uno degli stadi a 5 stelle UEFA (ristrutturato solo due volte in  quasi 118 anni di storia).

 

Per capire l’importanza dell’ impianto e la fantastica passione che circonda questa squadra, basta pensare a due dati significativi : nel 1939 fu registrato il record di 118.567 spettatori per il derby contro il Celtic (mai più eguagliato in gare di campionato nel Regno Unito), mentre il 18 agosto 2012 in occasione della prima partita in quarta serie, erano presenti 50.000 spettatori e così si registrò un record mondiale per numero di tifosi presenti ad una partita di quarta divisione.

Ancora oggi Ibrox appunto è casa di migliaia di tifosi, di migliaia di sostenitori di una vera e propria fede, di tutti coloro che sperano un giorno di tornare grandi, come merita questo straordinario club, ricco di storia e tradizione.

ibrox stadium


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